Il nuovo sondaggio di Pagnoncelli che distrugge il Pd. Ecco i dati della catastrofe…

Che il Pd sia in crisi nera è fatto noto da un bel po’. Almeno dalle scorse elezioni, in cui ha raggiunto non solo il proprio minimo storico, ma anche il minimo storico di ogni partito di area centro-sinistra nella storia repubblicana.

Stare all’opposizione, in genere aiuta i partiti a risalire nei consensi. Di solito, ma non sta volta. Infatti il Pd non è riuscito a riprendersi, cadendo in un vero e proprio buco nero.

Poi, per concludere, una serie di cose stanno dando il colpo di grazia: l’assenza di leadership, Renzi che sta pensando ad un nuovo soggetto, la possibilità di un contatto futuro con i 5 stelle. Tutte queste cose concorrono ad una situazione al limite dell’apocalittico.

In questo scenario “il 51 per cento auspica un partito che torni a parlare agli elettori di sinistra, mentre per il 47 per cento il Pd dovrebbe continuare la trasformazione in un partito capace di parlare anche al centro o a destra, a coloro che non si riconoscono nel populismo e nel sovranismo”.

Per quanto riguarda un “avvicinamento tra Pd e M5S su alcuni temi”, è favorevole il 22 per cento degli elettori, contrario il 59. “Tra gli elettori di centrosinistra i contrari (60 per cento) prevalgono sui favorevoli (37 per cento), come pure tra i pentastellati (57 per cento contro 39 per cento)”.

Secondo il sondaggio di Pagnoncelli, poi, il partito di Renzi “potrebbe raccogliere il consenso del 3,4% degli elettori corrispondente al 6,1% dei voti validi. Il consenso proverrebbe in larga misura dal Pd (73 per cento), dagli astenuti (12 per cento), da Forza Italia e Noi con l’Italia (8 per cento)”.

Insomma, il Pd, conclude il sondaggista, “rischierebbe di indebolirsi, non potendo al momento compensare la perdita di voti con il ritorno di ex elettori che il 4 marzo scorso hanno abbandonato il partito per la scarsa sintonia con Renzi”. E l’ipotesi di una nuova scissione a opera di Renzi “rischia di togliere serenità” a un partito alle prese con quella che si prospetta come “una lunga traversata del deserto”.

In un periodo in cui si inizia a vociferare di crisi di governo e nuove elezioni, sicuramente non sono buone notizie per gli elettori dell’area democratica.

Fonte: Libero

Fonte foto: Libero