“Mettete tutti i simboli religiosi o togliete il crocifisso” citando i diritti umani fa la richiesta choc. Ecco chi e come.

In un momento molto delicato come quello che stiamo vivendo, con una serie di cambiamenti in atto ed aspre polemiche in corso, è tornata alla ribalta una vicenda risalente ai mesi scorsi.

In occasione della festività del Natale,  la polemica piombò nella scuola di Favaro Veneto, a causa della richiesta di Laicitalia di “mettere tutti i simboli religiosi”.

Anzi, parlarono di “viva apprensione per la presenza di crocifissi appesi alle pareti delle aule scolastiche”.

Una richiesta molto bizzarra, pervenuta alla direzione didattica dell’istituto comprensivo Ilaria Alpi. Un istituto già finito sotto i riflettori poichè la dirigente vietò presepe per mancanza di personale.

Eppure la Regione Veneto mise a disposizione un fondo affinchè tutti realizzassero la loro natività. Ma la stessa scuola rifiutò persino il presepe comprato e donato dal consigliere regionale Michieletto.

Per Laicitalia  parlò addirittura di “diritti umani”.

Nella lettera si leggeva: “Alcuni cittadini hanno contattato la scrivente associazione manifestando viva apprensione per la presenza di crocifissi appesi alle pareti delle aule scolastiche. Senza distinzione alcuna, per ragioni (..:) di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”, richiamando la Costituzione e la sentenza Corte Costituzionale.

L’associazione, dunque, propose  “l’affissione alle pareti di tutti i simboli religiosi, o in subordine, la rimozione dell’unico simbolo religioso presente, in quanto emblema di sopraffazione sulle altre confessioni religiose”.

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Fonte: IlGiornale

Foto credit: IlGiornale