“Gli accattoni neri e africani mi danno fastidio”. La frase di Lerner fa scoppiare il caos.

“A me dà fastidio l’accattone giovane nero africano davanti al supermercato quando vado a fare la spesa”. Non l’ha detto Salvini, la Meloni o qualche altro politico o giornalista di destra.

L’ha detto Gad Lerner, idolo della sinistra radical nostrana. Una sorta di coming out, inserito all’interno di un discorso nel quale esprime la sua opinione. Cioè che la politica di Salvini ha semplicemente sdoganato quello che in tanto sottovoce dicevamo da tempo.

Un Gad Lerner dunque che abbraccia le idee di Salvini. No, non in toto. Infatti non lo risparmia sulla questione di Israele.

“Salvini è diventato una star, è andato sulla copertina di Time ed è diventato il punto di riferimento simbolico dei sovranisti europei, quindi è in cerca di consolidamento di questo suo profilo internazionale”, commenta Gad Lerner a Circo Massimo, su Radio Capital.

Secondo Lerner, intervistato da Massimo Giannini, “Salvini tira fuori in pubblico cattivi sentimenti, fastidi, disagi, che albergano nell’anima di ciascuno di noi. Anche a me dà fastidio l’accattone giovane nero africano davanti al supermercato quando vado a fare la spesa, ma adesso lo si può dire a voce alta, che sono dei palestrati, che la pacchia è finita, che la loro crociera nel Mediterraneo non possono più chiuderla nei nostri porti. C’è una legittimazione pubblica di sentimenti che prima dicevi sottovoce al bar, magari vergognandoti un po’, e che adesso si sbandiera”.

Insomma, frasi che non ti aspetti da uno come Gad Lerner. Invece insiste: “Accattoni neri? Non è affatto ironico. Penso ci siano sistemi di mendicità organizzata, che sono apprendistato del controllo del territorio, che ovviamente ci provocano disagio. Così come troviamo che sia un’ingiustizia che un ragazzo di vent’anni che potrebbe lavorare stia lì con il cappello in mano.

Passare da qui alla rivendicazione dell’ “adesso ci vuole la cattiveria” e poi, dopo non aver detto una parola sul 1938 o sulle pietre d’inciampo, andare in Israele al museo della Shoah per farsi benedire come in una lavatrice, come sono già passati di lì Orban e Duterte, i peggiori figuri della nuova discriminazione che si macchia di razzismo oggi… questo è un grande dolore per un ebreo che pensa che Israele dovrebbe svolgere un’altra funzione”.

Frasi sicuramente che fanno specie, considerando la posizione socio – politica di uno come Gad Lerner. Beh, di certo molti italiani potranno rispecchiarsi in ciò.

Fonte: Libero

Fonte foto: Cronache Maceratesi