Il giudice che odia Salvini lo attacca ma il ministro si vendica duramente: è guerra aperta.

Il procuratore Antonio Spataro insorge contro Salvini.

La ragione? I festeggiamenti del ministro degli Interni per alcuni arresti, espressi su Twitter in anticipo.

Il pm sostiene che così facendo il leader del Carroccio abbia compromesso il blitz, pertanto, tuona:

“Ci si augura che, per il futuro, il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso”.

Di seguito, il cinguettìo di Salvini incriminato: “49 mafiosi, colpevoli di estorsioni, incendi e aggressioni, sono stati arrestati poche ore fa dai carabinieri in provincia di Palermo”. Le buone notizie non finiscono qui. Altri 15 mafiosi nigeriani sono stati arrestati a Torino dalla polizia, che poi ha ammanettato altri 8 spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano. Grazie alle forze dell’Ordine! La giornata comincia bene!”.

Spataro non ha per nulla accettato quanto riferito da Salvini, quindi ha rivolto un durissimo attacco al Viminale: “In relazione ai soli fatti di Torino il procuratore della Repubblica osserva che, al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa. La polizia giudiziaria non ha fermato ’15 mafiosi nigeriani’, ma sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dda di questo ufficio, dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Torino. Il provvedimento restrittivo non prevede per tutti gli indagati la contestazione della violazione dell’art. 416 bis c.p.; coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15 e le ricerche di coloro che non sono stati arrestati è ancora in corso”.

Anche il titolare del Viminale, però, non è riuscito a tacere ed ha subito replicato così:

Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell’Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca. Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato. Se il capo della polizia mi scrive alle 7:22 informandomi di operazioni contro mafia e criminalità organizzata, come fa regolarmente, un minuto dopo mi sento libero e onorato di ringraziare e fare i complimenti alle forze dell’ordine”.

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Fonte: IlGiornale

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