L’Italia punta alla nuova strategia in Libia. A sorpresa arriva Trump che si schiera dalla parte del governo.

L’Italia tira dritto e punta su Khalifa Haftar come protagonista indispensabile del futuro della Libia. Stessa direzione direttamente dagli Stati Uniti.

Un’apertura importante che dimostra come non ci siano solo Francia, Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti a sostenere l’uomo forte della Cirenaica.

Ma quella che si legge tra le colonne del Wall Street Journal è una vera e propria benedizione nei confronti del generale libico da parte dell’amministrazione americana, visto che una fonte citata dal quotidiano afferma: “Certamente vedremmo un ruolo per il generale Haftar in qualsiasi futuro della Libia”.

Parole importanti che dimostrano come da parte degli Stati Uniti, e quindi dell’Occidente, ci sia
stato un cambiamento nello schema seguito fino ad ora sulla Libia. Fino a qualche mese fa, la comunità internazionale e in particolare quella occidentale riconoscevano esclusivamente a Tripoli e a Fayez al-Sarraj un ruolo di primo piano nella guida del Paese. È lui il leader riconosciuto come figura istituzionale dalle Nazioni Unite. E gli stessi Stati Uniti non hanno mai negato il pieno riconoscimento della sua figura.

Ma adesso qualcosa è cambiato. E l’ha confermato anche la conferenza di Palermo, dove il generale Haftar è stato accolto con tutti gli onori dal governo italiano e da tutti gli Stati invitati al vertice siciliano. Il maresciallo della Cirenaica ha avuto a Palermo la sua “incoronazione” come leader sostanziale della transizione libica. E, a prescindere dal ruolo formale che potrà avere nel futuro assetto del Paese, è del tutto evidente che la Libia non potrà fare a meno della sua figura come garante della riunificazione a guerra conclusa.

Ruolo che ormai spetta anche dall’Italia, che ha cambiato radicalmente la propria strategia in Libia con la formazione del nuovo governo di Giuseppe Conte.

Una scelta dettata sicuramente dai nostri interessi economici, visto che la maggior parte dei giacimenti in cui è coinvolta Eni si trovano nell’ovest del Paese.

Per compiere questo difficile mutamento dei rapporti con le fazioni libiche, il governo italiano ha potuto contare sulla propria presenza diplomatica e di intelligence.

Poi ha potuto contare su Eni, che è un colosso energetico impossibile da escludere in Libia e soprattutto attraverso le relazioni attuali con Russia e Stati Uniti.

Apertura verso Mosca e rapporti più che positivi fra Conte e Donald Trump. I due leader hanno cercato di sostenere la nostra posizione in Libia partendo da interessi contrapposti. Ed ora è tempo di intesa.

Fonte: Il Giornale

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