Un Taglio da 5 miliardi. Questa la condizione Ue per poter evitare l’infrazione all’Italia.

Si respira un’aria diversa. L’intervento di Tria sembra aver cambiato le carte in gioco. Ma una condizione però resta.

Se mai l’Italia ritrattasse parte della manovra. Ed è quello a cui stanno lavorando Salvini e Di Maio bisognerebbe rispettare una clausola imposta dall’Ue. Si tratta di un taglio da 5 miliardi.

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L’Europa va avanti comunque con i piedi di piombo. «La palla è all’Italia, ma abbiamo bisogno di vedere una riduzione del deficit concepita in modo credibile», spiegava Moscovici. Se nella trattativa «il tono è cambiato, ora servono azioni decisive». L’obbiettivo cui sta puntando il governo è di scongiurare in extremis la procedura d’infrazione e quindi avere il via libera a una manovra riscritta in parte.

«Deve cambiare la rotta nel senso degli investimenti per la crescita», diceva Conte, che confida molto in Juncker (nel tondo). «Forse ce la facciamo», era il sospiro di speranza uscito dalla bocca di Tria dopo il bilaterale: più auspicio che stato dell’arte, a giudicare dalla prudenza degli interlocutori.

Dialogo, spirito positivo, ma Moscovici non transige: «Sono un promotore della flessibilità ma essa deve essere incorporata nelle regole. Non posso e non voglio ignorare le regole». Il deficit al 2,4% «sembra essere in una non compliance severa. Non c’è tempo da perdere, sia nell’interesse dell’Italia che della Ue».

Il tassello fondamentale che bisogna rimettere a posto è quello dell’infrazione. Il governo deve evitare che si arrivi al drastico provvedimento.

Intanto Tria e Moscovici si sono dati appuntamento per la settimana prossima. Un giro di incontri per stabilire come continuare il recupero dell’alleanza Ue.

Fonte: ilgiornale

Foto: ilfattoquotidiano