Con il Natale in arrivo, ecco la grande novità del Ministro Bussetti, con buona pace dei buonisti islamofili

È da diversi anni che l’avvicinarsi del periodo natalizio vede la moltiplicazione di notizie degne di un paese arrendevole e senza identità, che si aggiungono a notizie simili durante tutto l’anno.

Le mortadella bandita di menu delle scuole, via i crocifissi dai luoghi pubblici, niente presepi, niente recite natalizie, sostituire “Buon Natale” con “Buone Feste”, e potremmo continuare. Insomma, tutto ciò che comporti un rinnegamento della nostra cultura, con l’apparente motivazione di non “offendere” gli altri.

Evitare di offendere, però, in questi casi diventa svendere le proprie radici in favore di chi non si fa problemi a dichiarare di voler portare la Sharia in Europa. Ma il vento sta cambiando, e il portatore di belle novità è il Ministro Bussetti.

“Il crocifisso è il simbolo della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni: non vedo che fastidio possa dare nelle nostre aule scolastiche anzi, può aiutare a far riflettere”, dice Bussetti. Intervenuto a un incontro con i docenti e dirigenti degli istituti paritari aderenti alla Fidae, il titolare del Miur si è detto favorevole anche ai presepi nelle scuole in occasione del Natale, perché “fanno parte della nostra identità”.

Sul fronte della legittimità, e in risposta a chi ritiene che rendere obbligatori i simboli della religione cattolica nei luoghi e negli uffici pubblici contrasti con i principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini, di libertà di religione e di laicità dello Stato, l’ultima parola l’ha detta nel 2011 la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell’uomo.

Infatti, accogliendo un ricorso dell’Italia, ha definitivamente ritenuto legittima la sua esposizione, ribaltando così una sentenza di segno opposto della stessa Corte europea. Ma il problema resta, perché alcuni presidi, pur di non subire le proteste di chi cavalca il malcontento dei genitori degli alunni di altre religioni, cedono e vietano il presepe. Come è successo nelle scuole di Favaro Veneto, Tessera e Dese.

Una decisione che ha scatenato la protesta di genitori e di alcuni insegnanti di un istituto comprensivo.E quando una preside avrebbe giustificato il “no” con la mancanza di fondi, la Lega ha ricordato che la Regione Veneto ha stanziato 50mila euro proprio per allestire i presepi nelle scuole.

Meglio tardi che mai. Questa linea è certamente una componente del successo di questo governo, uno dei motivi per cui l’esecutivo – in particolare la componente leghista – cresce costantemente in fatto di popolarità.

Fonte: Il Primato Nazionale

Fonte foto: Cronachedi