Parcheggiatore abusivo nigeriano fa questo agli agenti ma è già libero. Ecco il motivo.

La settimana scorsa due parcheggiatori abusivi nigeriani sono stati fermati dalle forze dell’ordine per aver imposto il pagamento di un “biglietto” di due euro per parcheggiare all’Ospedale di Busto Arsizio.

Lo hanno fatto spingendo gli agenti, rifiutandosi di dare le generalità e, in aggiunta, sbeffeggiando le forse dell’ordine con un un ridicolo balletto il cui video è circolato sul web.

Uno dei due, che doveva essere espulso, invece rimane libero di circolare in Italia. Il motivo è assurdo e fa riflettere circa la necessità di riformulare la legislazione vigente.

Il cortocircuito del sistema Italia viene denunciato alla Prealpina dall’assessore alla Sicurezza di Busto Arsizio, Massimo Rogora. Il giovane nigeriano era stato trasferito a Bari in un centro di espulsione ma ora “è stato lasciato andare”. Comprensibile l’ira dell’assessore e, chissà, pure quella dei vigili beffati e derisi dai due immigrati.

I fatti risalgono a una settimana fa. Il nucleo motociclisti della Municipale di Busto stava realizzando un normale controllo per contrastare i parcheggiatori abusivi quando sono andati nei pressi dell’ospedale del paese.

All’ovvia denuncia per resistenza era seguita la decisione dell’Ufficio immigrazione della questura di Varese di emettere seduta stante un decreto di espulsione. Tutti vissero felici e contenti? Macché: il clandestino è già libero. “Si tratta dell’ennesima presa in giro da parte di uno Stato che non protegge i suoi uomini ma preferisce concedere licenze di delinquere e molestare a persone indegne”, attacca Rogora.

Immaginate la frustrazione dei vigili, cornuti e mazziati: “Sono costretti a sentirsi le lamentele dei cittadini – dice alla Prealpina l’assessore – e a compiere interventi in cui rischiano di prendersi una sprangata in testa o uno sputo in faccia” ma poi vengono “mortificati” perché “il cattivo diventa ‘poverino’ e può tornarsene in libertà”.

Come dire, oltre il danno, la beffa. Assurdo che ci si possa fare beffe – non solo delle forze dell’ordine sul territorio – ma di tutto il sistema giudiziario italiano grazie a leggi non ottimizzate. E mentre speriamo che queste assurdità vengano corrette, rimaniamo inermi davanti a chi si permette di venire in Italia per fare come gli pare prendendosi gioco di tutto e di tutti.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Blasting News