Onu cerca di incastrare il governo. Ecco cosa vuole fare con il Global Compact. In Italia si teme il peggio.

Uno spettro qualcuno lo ha chiamato. E’ l’ ombra che si sta aggirando a Palazzo Chigi manovrata dall’ Onu.

Sembra che nel 2016 l’Onu propose a molti stati membri un contratto che disciplinasse l’immigrazione. Il Global Compact appunto. Solo che oggi la questione è molto più delicata e inopportuna per il nostro Paese.

Leggiamo il Primato Nazionale:

Il Global Compact prevede di normare criteri per garantire un’immigrazione “disciplinata, sicura, regolare e responsabile”. In che modo? Con strumenti quali la lotta alla xenofobia, la tutela dei richiedenti asilo, la creazione finanche di corsie preferenziali per l’accesso al lavoro.

Una piattaforma decisamente “progressista”. Non sorprende, in tal senso, che gli Stati Uniti a guida Trump si siano già sfilati: “Le nostre decisioni sull’immigrazione devono essere sempre prese dagli americani e solo dagli americani”, ha spiegato l’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley.

E l’Italia? Sul tema, il contratto di governo non aiuta a diradare le nebbie. Del Global Compact non vi è menzione fra le sue pagine, nelle quali si parla anzi di rimpatri e di fine del business dell’accoglienza. Allo stesso tempo, però, si sancisce la necessità di impostare trattative per garantire una “equa ripartizione delle responsabilità”.

Un discorso che non gioverebbe ai diritti degli italiani. Anzi, tutto l’opposto. E la Lega su questo punto sembra non voler cedere. Nessuno imporrà all’Italia una sottoscrizione ingiusta che favorirebbe l’immigrazione incontrollata.

Fonte: ilgiornale

Foto: ilmessaggero