Ennesimo scandalo: le residenze degli stranieri pagate con i soldi degli italiani. Ecco cosa è successo

Soldi degli italiani per le residenze degli stranieri. È solo l’ennesimo scandalo e stavolta accade a Calenzano, in provincia di Firenze. A smascherare il tutto, Daniele Baratti, consigliere comunale della Lega che porta alla luce l’affare.

Calenzano è un comune con 17mila abitanti e si trova vicino Firenze. Proprio in questo comune, in una zona dove le vie portano i nomi di cantanti italiani (come Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco e Mia Martini), esiste un palazzo dove vivono esclusivamente stranieri.

E non perché è “capitato” che degli stranieri pagassero gli affitti. Piuttosto fa parte di un preciso progetto che dura ormai da diversi anni. Il problema è che il tutto viene portato avanti con i soldi dei contribuenti toscani e questo, giustamente, non va giù a Baratti.

Tutto ha inizio nel 2006, quando il Comune di Calenzano viene ammesso alla fruizione di un contributo pari a circa 655mila euro per la realizzazione, appunto, di residenze per cittadini non comunitari. Soldi stanziati dalla regione Toscana con un decreto dirigenziale mirato all’erogazione di contributi per la realizzazione di interventi finalizzati all’incremento e alla diversificazione dell’offerta di abitazioni in locazione, circa 50 milioni di euro di soldi pubblici destinati a tutta la regione.

Successivamente, attraverso la partecipazione al progetto “Abitare il mondo” presentato assieme a diverse amministrazioni con capofila l’ente regionale, il Comune ottiene altri 200mila euro per la dotazione di attrezzature e impianti necessari all’apertura e alla completa utilizzazione della struttura, soldi questa volta finanziati dal Ministero della Solidarietà Sociale che aveva emanato un apposito bando.

L’immobile diventa quindi operativo e pronto ad accogliere cittadini stranieri di differenti nazionalità: albanesi, marocchini, algerini, tunisini, tutti “racchiusi” nello stesso stabile – “Con pochi contatti e relazioni con cittadini italiani” – puntualizza Baratti.

“Ma non avete ancora sentito la parte migliore” – dice il consigliere leghista al giornale.it – “dal 2011 ad oggi, il Comune di Calenzano ha speso quasi 14mila euro all’anno per pagare una cooperativa sociale con lo scopo di creare uno sportello di mediazione culturale atto ad esempio a dirimere le liti di condominio”.

Tutto ciò avviene mentre i comuni hanno pochi soldi, i programmi di sostegno al commercio locale sono al verde e, fino al 2020, nessun calenzanese avrà diritto di entrare.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: VoxNews