Pd e buonisti sfidano Salvini: “disattivare il dl Sicurezza così”. Cosa si stanno inventando spaventa il governo. Dettagli shock.

Il dl sicurezza continua a creare polemiche.

Il Partito democratico e i buonisti hanno intenzione di disobbedire al decreto sicurezza, sebbene sia stato approvato dal consiglio dei ministri e votato dal Senato.

Nonostante sia una legge, dunque, la sinistra non intende rispettarla. Ma questo non cozza con le prediche (giuste) sulla legalità? Certo, ma la coerenza non appartiene al Pd e ai loro compagni di merende.

A Bologna si è andato oltre le semplici preferenze politiche. Il Consiglio Comunale ha infatti approvato un ordine del giorno per “impegnare il sindaco e la giunta a chiedere al ministgro dell’Interno e al governo di sospendere, in via transitoria e fino alla conclusione dell’iter parlamentare” l’applicazione del decreto.

L’odg è stato approvato con 23 voti favorevoli: Sindaco, Partito Democratico, Città comune, Coalizione civica e Gruppo misto.

Pare, per, che ci sia qualcosa in più rispetto a quanto è stato redatto a Torino e Firenze. La lettera inviata dalla giunta, infatti, rivela l’intenzione degli operatori delle coop.

Questi si son detti pronti ad essere “coinvolti nella elaborazione delle misure anti-decreto Salvini, la risposta di Bologna alla nuova normativa, in fase di approvazione. Chiediamo che le istituzioni preposte, in particolare l’amministrazione comunale, prendano parola e ci dicano come intendono non applicare il decreto Salvini alla luce dell’ordine del giorno approvato la settimana scorsa. Già in parecchi uffici pubblici vengono segnalati problemi nell’erogazione delle residenze e nel rinnovo delle iscrizioni anagrafiche. Il Comune covochi un tavolo con la presenza anche di noi operatori”.

Il consigliere comunale Lisai di Forza Italia, intanto, ha rivelato: “Siamo molto preoccupati perché abbiamo tanti segnali che questa amministrazione stia mettendo in atto dei mezzi per disapplicare il decreto Salvini. Questo comunicato stampa è la conferma di ciò, ma i tempi dell’accoglienza indiscriminata sono finiti e il Comune di Bologna deve rispettare la legge”.

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Fonte: IlGiornale