“Odio razziale in Italia? Un’invenzione”, ecco le parole dell’attrice che mette a tacere la sinistra

Da quando le Lega è al governo, insieme ai 5 Stelle, alla sinistra – con il peggior risultato elettorale di sempre e con una confusione interna senza precedenti – non è rimasto altro che agitare fantasmi, per il puro gusto di screditare gli avversari.

Ovviamente, ciò in mancanza di politiche alternative credibili e spendibili in una opposizione seria (che al momento in Italia risulta non pervenuta). Dunque via con il fascismo, il razzismo, la xenofobia, il bigottismo e chi più ne ha più ne metta.

Secondo i dem la Lega (e in particolare Salvini) sarebbe responsabile delle creazione di un clima di odio razziale, che sarebbe il motivo principale delle politiche anti-immigrazione incontrollata. Poi arriva lei, Kasia Smutniak, polacca ma una delle eccellenze del cinema nostrano.

“Io sono straniera. E rivendico con orgoglio le mie origini. Gli amici mi chiamano ‘la polacca’ perché sono disciplinata, puntuale, un po’ rigida mentalmente. Qui vivo ancora da straniera, ma quando torno a trovare i miei, mi sento a tutti gli effetti italiana.

Ho vissuto in tanti Paesi, mi considero un po’ zingara, ma di un fatto sono certa: in Italia non c’è odio razziale, anche se qualcuno vorrebbe convincerci del contrario. I problemi semmai sono altri.

Qui sono stata accolta a braccia aperte quando la Polonia non faceva ancora parte dell’Unione europea e io, per rinnovare il permesso di soggiorno, dovevo mettermi in fila alle cinque del mattino”.

Queste sono le parole di Kasia Smutniak sul settimanale Grazia. Dopo settimane o forse mesi di polemiche contro il ministro dell’Interno Salvini e il popolo italiano, l’attrice racconta la sua esperienza da straniera che si sente italiana. E con le sue parole zittisce la solita sinistra buonista e i soliti uccelli del malaugurio.

In realtà non ci vuole chissà quale illuminazione per comprendere ciò, basterebbe un po’ di buon senso. Cosa che ai nostri cari sinistri manca senza dubbio.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Grazia