“Volevo un maschio.” Tradito dalle sue parole. Immigrato picchia violentemente sua figlia. Si prevede l’espulsione?

Siamo a Milano, dove un padre afgano picchia violentemente la sua piccola figlia di solo 1 anno. Davanti all’incredulità dei passanti, l’uomo ha spiegato che avrebbe voluto un maschio.

Un gesto che però non sarà lasciato al caso. Infatti l’Uomo è stato fermato dagli agenti e indagato. Tre anni di reclusione per lui, ma non finisce qui.

Leggiamo Libero Quotidiano:

A. A.H., questo il nome dell’immigrato afgano di trent’anni arrestato alla fine di agosto, è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione, con il rito abbreviato. Secondo i capi di imputazione avrebbe sottoposto la moglie, sposata quando lei aveva quindici anni in Afganistan, e la figlia, ad “atti di violenza fisica e psicologica cagionandole un abituale stato di sofferenza”.

Calci, pugni e percosse colpi di carica batterie del cellulare e di cinghia erano ormai all’ordine del giorno, nella famiglia dell’afgano che vive in Italia da immigrato regolare. Non solo, a suo carico ci sono anche tre episodi di violenza sessuale a danno della moglie, sposata anni prima nel suo Paese con un matrimonio combinato. 
Un incubo cominciato dopo che la donna è arrivata in Italia approfittando della possibilità del ricongiungimento famigliare una volta nata la bambina. Ma per l’uomo quella figlia è stata una maledizione perché lui voleva un maschio.
Una buona notizia per la moglie e la figlia. Il giudice ha infatti stabilito che appena scontata la pena l’uomo sarà espulso dall’Italia lasciando in pace le sue donne da maltrattamenti ingiusti.