Tutela del Made in Italy: sberla al riso asiatico, l’agricoltura italiana ringrazia. Ecco cosa è successo

Importante passo in avanti per la tutela del Made in Italy, in particolare parliamo del riso italiano. L’importazione di riso dall’Asia (dati Coldiretti) nell’ultimo anno è aumentata di quasi il 70% mettendo a rischio la produzione italiana (che rappresenta il 40% di quella europea).

Per questo motivo Salvini si era espresso in maniera chiara sulla questione dichiarando: “Non faremo più gli zerbini. Dopo le navi delle Ong, potremmo fermare anche quelle che arrivano nei nostri porti cariche di riso cambogiano”.

Nessun blocco navale, né porti chiusi, si agirà con l’introduzione di dazi doganali sul riso importato dal Sud Est asiatico, per fare in modo che sia meno conveniente comprare dall’Asia, dando precedenza all’eccellente riso italiano.

La Commissione Ue, infatti, su richiesta del ministero dello Sviluppo Economico e del ministero delle Politiche Agricole, aveva avviato lo scorso 16 febbraio. Le conclusioni, si legge nella nota, “propongono l’applicazione di una clausola di salvaguardia a tutela dei risicoltori e delle industrie italiane ed europee, che prevede la reintroduzione di dazi sulle importazioni dalla Cambogia e Myanmar per un periodo di tre anni. Attualmente le importazioni sono a dazio zero trattandosi di due Paesi meno avanzati.

La Commissione propone di applicare sulle importazioni di riso ‘indica’ il dazio della normale tariffa doganale, pari a 175 euro/ton, per il primo anno e in misura ridotta per il secondo (150 euro/ton) e terzo anno (125 euro/ton)”. La vicenda non è ancora del tutto risolta. La Commissione Ue infatti porterà la sua proposta agli Stati membri solo a dicembre, quando a Bruxelles è previsto il Comitato del Sistema delle Preferenze Generalizzate. Se verrà approvata dalla maggioranza, allora la clausola di salvaguardia potrebbe diventare operativa già nei primi mesi del 2019.

“È un risultato importante che riconosce al nostro Paese il danno economico causato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania e anche il grande lavoro che stiamo portando avanti a sostegno di un settore che per troppo tempo è stato penalizzato – esulta Centinaio – Abbiamo perso oltre il 50% della superficie investita per la coltivazione. Non possiamo più permettercelo. Adesso basta. Siamo in campo per tutelare i nostri risicoltori che sono controllati e lavorano con tante regole per avere prodotti di altissima qualità. Non ci fermiamo”.

Intanto il ministro leghista sta procedendo anche da un altro punto di vista. Ovvero con “controlli serrati nei confronti delle navi di riso asiatico che arrivano in Italia”: “Blocchiamo e rispediamo indietro chi non rispetta i nostri standard sanitari e di sicurezza”, conclude Centinaio.

Speriamo che vengano adottate sempre più misure per tutelare la produzione delle eccellenze italiane, troppo spesso danneggiate dalle importazioni (olio ed agrumi, per citare alcuni prodotti).

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Mixer Planet