Il tracollo di Macron. Ecco cosa sta accadendo a Parigi. Ancora poco e i francesi … cosa stanno per fare.

Manca veramente poco e il beniamino dei “dem” d’oltralpe, supererà i record negativi toccati dall’insopportabile François Hollande, il più inviso presidente della Quinta repubblica. Un disastro senza precedenti.

Ma cosa sta succendo a Parigi? Tante cose e tutte spiacevoli. Da anni il Paese è in crisi profonda: il tracollo dello stato sociale — l’état providence — ha prodotto un massiccio indebitamento pubblico e una pressione fiscale pesantissima (ultimo balzello l’aumento del 15 % del prezzo della benzina e del 23% del diesel).

Per di più il fallimento del sistema d’integrazione dei “nuovi francesi” — con le continue rivolte nelle banlieus e la crescita di un terrorismo diffuso — ha generato un clima d’insicurezza, di paura.

Alla crisi interna si somma poi l’erosione del peso internazionale della Francia in Europa e nel mondo. Un intreccio di sfide inquietanti a cui politici, burocrati e oligarchi non riescono a dare risposte convincenti, prospettive possibili, strade d’uscita.

Come si può notare, la vittoria del giovane presidente si è rivelata presto un boomerang, un buco nell’acqua per la stragrande maggioranza dei francesi.

In 17 mesi l’ambiziosissimo Macron non ne ha imboccata una: l’economia rimane in panne, la violenza dilaga e la protesta di pensionati e lavoratori continua a crescere.

Diversi ministri hanno abbandonato la nave governativa: il ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot, una star mediatica, e quello dello Sport seguiti ad ottobre dal ministro degli Interni, Gerard Collomb, un carico da novanta della politica transalpina.

E poi, la ministra della Cultura Françoise Nyssen, investita da uno brutto scandalo su abusi edilizi, e il segretario generale dell’Eliseo Alexis Kohler, sotto indagine per traffico d’influenze e cattura illegale d’interessi. Il rimpasto di governativo di fine ottobre.

Le critiche sempre più aspre. Giorno dopo giorno Macron affonda peggio del Titanic. Quanta vita avrà ancora?

Fonte: Il Giornale

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