Il piddino la spara grossa: “mio padre? Non è più indagato”. Ma ha dimenticato quel particolare.

Problemi di memoria corta. “Le cose cambiano: mio padre non è più indagato, il padre di Di Battista invece rimane un fascista”.

Così Matteo Renzi nel post scriptum della sua ultima e-news contro l’esponente del Movimento 5 Stelle. Un attacco in piena regola a “Dibba” che fa seguito alla notizia dell’archiviazione dell’inchiesta a carico di papà Tiziano su di un presunto traffico di influenze nel caso Consip.

Ma l’ex segretario Pd omette un “piccolo particolare”, cioè il fresco rinvio a giudizio del padre nel processo su presunte fatture false.

“Dopo la richiesta di archiviazione mio padre ha comprato una pagina a pagamento per annunciare che lascia tutto. Sono molto colpito da questo gesto di mio padre, considerando tutto ciò che gli è stato rovesciato addosso specie dalle altre forze politiche.

Ricordo le tonnellate di fango dei Cinque Stelle, a cominciare da quando il padre di Di Battista si dichiarò ‘fascista’ e suo figlio disse: ‘Sono orgoglioso di mio padre, non è come il padre di Renzi, non è indagato'”.

Parole che raccontano uno scenario che constrasta con la realtà. Infatti, a settembre papà Tiziano e mamma Laura sono stati rinviati a giudizio dalla procura di Firenze con l’accusa di avere emesso false fatture per consulenze.

Le bugie hanno le gambe corte.

Fonte: Il Giornale

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