Il Governo pronto al rimpasto. Dentro la Meloni, ecco chi finisce fuori, ed è una bomba

Nelle ultime settimane ci sono state molte discussioni e polemiche in merito alla tenuta del governo. Un governo fin qui solido, ma che in più occasioni ha rischiato alcuni smottamenti a causa della frangia del Movimento 5 Stelle più vicina a Fico.

Un gruppo di dissidenti, che stando allo stesso Di Maio starebbero cercando di spaccare il movimento. Dunque l’esecutivo gialloverde starebbe pensando di passare alla controffensiva attraverso un rimpasto di governo.

Fuori alcuni (quelli più vicini alla frangia dissidente, appunto) e dentro – udite udite – Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni, che in questa opposizione con Forza Lega e PD ci sta molto più scomoda di quanto non starebbe nel governo con la Lega e la parte “pulita” dei 5 Stelle.

Prima l’Ilva, poi il via libera al condono, infine l’uno-due Tav e Tap. E il 10 novembre arriva pure la sentenza sulla Raggi che, in caso di condanna, rischia di finire vittima dello Statuto del Movimento che ha fatto la sua fortuna al grido di «onestà, onestà» (anche se l’idea sarebbe quella di «salvarla» con un voto sulla piattaforma Roussean). Che il vicepremier inizi a vedere fantasmi in ogni dove è quindi comprensibile.

Al punto che non si è stupito più di tanto chi in privato lo ha sentito argomentare che «nei gruppi parlamentari c’è chi lavora per spaccare il M5s» e «favorire l’ingresso nel governo di Fratelli d’Italia». Il riferimento, niente affatto implicito, è al voto sul dl Sicurezza, che lunedì arriverà nell’aula del Senato. E pure alle posizioni tenute negli ultimi giorni dal sentore grillino De Falco, molto critico sul disegno di legge e considerato «troppo vicino» al partito della Meloni.

Uno scenario tutt’altro che improbabile, tanto che il tema rimpasto è stato oggetto di diverse conversazioni. Non solo tra Di Maio e Salvini, ma pure tra il ministro dell’Interno e la leader di Fdi. a gestire la trattativa è direttamente Salvini. Non è un caso che lunedì scorso il ministro dell’Interno abbia teso una mano alla Meloni: «Vediamoci presto per ragionare di Europee e di Roma». Un’apertura che contempla anche il tema rimpasto che, per ovvie ragioni, rimane pubblicamente un non detto.

Non è un mistero, infatti, che la Meloni tema di restare politicamente prigioniera di un’opposizione che rappresenta i vecchi partiti (Pd e Forza Italia), mentre il cosiddetto sovranismo è al governo del Paese. Di qui l’ipotesi di dire sì a un rimpasto che anestetizzerebbe la fronda del M5s vicina a Fico. Tra i ministeri in bilico, il più gettonato è notoriamente quello della Salute. La Grillo, insomma, è certamente in pole tra i ministri che potrebbero cedere il passo. Pure il titolare delle Infrastrutture Toninelli non gode politicamente di ottima salute, ma il suo rapporto con Di Maio potrebbe blindarlo.

Insomma buone notizie, per una riformulazione della compagine di governo che ne uscirebbe rafforzato, avendo in parlamento il sostegno di deputati e senatori di Fratelli d’Italia.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: La Repubblica