Ai domiciliari a causa della figlia. Ora però il padre di Desireè chiede giustizia. “Me l’hanno ammazzata.”

Condannato per aver provato ad allontanare la figlia dalla droga e dal giro di amicizie di extracomunitari.

La strada intrapresa da Desireè le è costata la vita. Ora però il padre urla tra le mura di casa e chiede che venga fatta giustizia.

I dettagli scritti su Il Giornale:

È stata la stessa ex moglie Barbara Mariottini, con la quale i rapporti erano stati particolarmente tesi, a chiedere lo scorso agosto il suo intervento. E questo nonostante il giudice avesse imposto a Zuncheddu il divieto di avvicinamento alla famiglia.

La donna era preoccupata per le sorti della figlia, a causa delle sue brutte frequentazioni, ma soprattutto per il ritrovamento in casa di droga e psicofarmaci. Impotente dinanzi alla situazione che si stava andando a delineare, decide di chiedere all’ex marito di intervenire e quest’ultimo, recepito l’allarme, lo fa a modo suo.

Trovata la figlia in compagnia di due extracomunitari, non ci pensa due volte ad agire. Desirèe non accetta l’intromissione del padre, tanto meno il fatto che abbia alzato le mani su di lei, per cui si reca in commissariato e denuncia l’uomo per maltrattamenti.

Una sorte che probabilmente la ragazza ha provocato con le sue stesse mani. Vano l’intervento della madre e del padre. Una sua amica ha detto chiaramente che è stata lei a spostare la sua attenzione dalla piazza di spaccio di Cisterna a Roma.

Voleva sfuggire al controllo del padre. Forse era meglio restare dove stava.

Fonte: ilgiornale

Foto: ciociariaoggi