San Lorenzo. I residenti stanno con Salvini. I centri sociali gridano “sciacallo”. Ma ecco chi c’è dietro.

Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini arriva nel quartiere San Lorenzo a Roma per la morte di Desirèe. La piazza si divide tra gli applausi dei residenti e la contestazione dei centri sociali.

Chissà se Salvini immaginava che razza di benvenuto si sarebbe trovato davanti. Con sé il ministro aveva portato quel fiore bianco, convinto di riuscire a deporlo di fronte alla palazzina che ha inghiottito Desirée.

Sono venuto qua per impegnarmi con la gente che non vuole lo spaccio e il racket”. Ma di fronte alla cancellata degli orrori, il leader del Carroccio, non ci è mai arrivato.

Una barriera umana lo respinge, come un muro di gomma. Lo chiamano “sciacallo” e “razzista” perché “è qui solo per raccogliere consensi accanendosi contro i deboli”.

Ne è sicura una delle femministe di Non una di meno. Il movimento che, a livello mondiale, si batte contro la violenza sulle donne, non poteva mancare. Peccato che, invece di scagliarsi conto i carnefici di Desiréè, la nostra suffragetta se la prende con il numero uno del Viminale.

“È qui per soffiare sulle paure della gente – spiega Martina, ventiseienne studentessa di Lettere a La Sapienza – e il colore della pelle non c’entra, non c’entra neppure la cultura, né l’estrazione sociale”. Insomma, sarebbe tutta una questione di genere: “La violenza – dice – la fanno gli uomini contro le donne”.

Ragiona in maniera simile anche un’altra “compagna”. Per lei, il problema non sono gli immigrati, “poverini”. “Solo che vengono discriminanti dalla società, nessuno li aiuta e sono costretti a vivere allo stato brado: di conseguenza reagiscono come animali chiusi in gabbia”.

Secca la replica di Salvini: “Che schifo quei quattro idioti dei centri sociali che dimostrano di preferire caos a ordine, spacciatori a poliziotti”.

Fonte: Il Giornale

Foto credit: roma.corriere