Donna sequestrata e violentata. La versione shock dei migranti: non è pulita, lo fa con tutti. I dettagli!

La stazione Tiburtina, ormai, è una zona di sporcizia, degrado e insicurezza. A dimostrarlo, purtroppo, è ancora una volta uno stupro.

Una settimana fa, infatti, una donna slovacca di 38 anni è stata sequestrata e violentata da un migrante che vive nella tendopoli gestita dalla Baobab experience, l’associazione che ha aiutato i migranti della Diciotti a raggiungere Ventimiglia.

Intanto, il presidente dell’associazioni Rinascia Tiburtina ha riportato degli aneddoti che dimostrano quanto non si tratti di un caso isolato:

“Delle avvisaglie c’erano già state. Una ragazza che abita nel mio stesso palazzo è stata inseguita da uno straniero fin dentro al portone, ma lei fortunatamente si è chiusa dentro in tempo. Siamo disperati. La gente non denuncia nemmeno più, tanto è inutile”.

Per non parlare dei problemi causati dai clochard che “gravitano attorno al cavalcavia antistante la stazione. Fanno di tutto, si ubriacano, si ammazzano tra di loro”, come dice una residente della zona a Il Giornale.

Quando gli inviati del sovracitato quotidiano hanno provato ad avvicinarsi alla struttura nella quale sarebbe avvenuta la violenza denunciata dalla donna, si sono subito imbattuti nelle minacce degli ospiti del centro.

Poi sono riusciti ad ottenere la versione dei migranti del centro:

“La ragazza c’è andata non per forza con il tunisino, capito?”, confesssano due marocchini. “A lei piaceva e prima ancora aveva avuto una relazione con un palestinese”.

Il giovane africano sostiene: “Non è stata violentata, lei faceva sesso con la gente in giro. Riguardo quello che è successo l’altro giorno, posso dirti che è vero, ma anche che non è vero perché lei era abituata a fare sesso con la gente. Una donna pulita non arriva a queste condizioni, capito?”

Fonte: IlGiornale

Foto credit: CronachediOR