Fornero attacca ferocemente Salvini: “Atteggiamento neofascista”. Ecco la replica che la zittisce

L’ex Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, torna a far parlare di sé. Nuove proposte politiche? Opposizione costruttiva? Profonde riflessioni per farci comprendere che la sua riforma delle pensioni era valida? Ovviamente no!

Il terreno su cui la Fornero – così come i vari Renzi, Martina e compagnia danzante – si sente più a proprio agio è quello dell’insulto rivolto agli avversari politici, rei di averli spazzati alle ultime elezioni e di non farne sentire la minima mancanza.

Così l’ex ministro (anzi ministra) ha approfittato del programma radiofonico “Circo Massimo” su Radio Capital. Ha insultato con parole pesanti il Ministro Salvini. La cui replica, però, non si fa attendere e zittisce la Fornero.

“Molti leghisti non esprimono l’aggressività e l’atteggiamento neofascista di Salvini”, dice l’ex ministro a Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto. “Non ritengo che sia una persona per il bene del paese, per i suoi metodi, per I suoi metodi, per la sua rozzezza, per la sua aggressività, per il fatto che lui a volte incita anche alla violenza”.

Insomma, facendo un rapido riassunto per la Fornero il ministro dell’Interno sarebbe rozzo, neofascista e dedito a incitare alla violenza. “Come si può accettare un atteggiamento del genere da un vicepremier? – attacca – Salvini ha più volte fatto dichiarazioni pesante in comizi, e non parlo solo di quelle contro di me, personalizzando la sua lotta contro la riforma pensionistica. E come si fa a dire cose pesanti e pensare di volere il bene degli italiani? C’è un contrasto”.

Poi ovviamente la Fornero difende la lettera inviata da Bruxelles a Roma sulla manovra (“durissima, ma anche dovuta: è prevista, è un ammonimento, vuol dire ‘per favore, rinsavite”) e attacca la quota 100 (“Non era una priorità. Bisognava seguire la strada della distinzione di categorie di lavoratori che era iniziata con l’APE”).

Immediata è arrivata la risposta del ministro dell’Interno: “Sono lieto di non piacerle – afferma – viste le enormi differenze tra me e lei: io sono stato eletto e non nominato, io non ho rovinato migliaia di famiglie italiane, io non verso lacrime di coccodrillo, io non frequento salotti chic. Sono orgoglioso perché abbiamo cominciato a smontare la legge che porta il suo nome”.

Insomma, ancora una volta parole vuote e – queste sì – violente ed aggressive per giustificare il vuoto cosmico che ha portato i dem al minimo storico.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Libero Quotidiano