Lo Spread sale, ma Salvini mette le cose in chiaro: “In Europa vogliono un’Italia serva”

Continua la guerra economica tra Italia ed Europa. La manovra economica – che dopo tanti anni può portare ad una diminuzione delle tasse e tutela per le classi più svantaggiate – all’Europa proprio non va giù.

Così come punizione, i fantomatici “mercati” hanno fatto alzare lo spread, sfondando la soglia di 340 punti base. Economia e finanza strettamente legate alle politiche, spesso usate come strumenti per fare paura (o mettere fuori gioco) questo o quel governo.

Ma il governo Conte sembra intenzionato a proseguire per la propria strada senza indietreggiare, senza temere i burocrati di Bruxelles. Matteo Salvini è intervenuto per difendere la manovra economica e smascherare i piani dell’Europa, che sono tutt’altro che in favore dell’Italia.

Questa mattina il differenziale tra Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi è infatti schizzato all’insù arrivando a toccare i 341 punti. Si tratta del peggior risultato top dall’aprile 2013. Già ieri il differenziale aveva toccato 327 punti per il braccio di ferro tra il governo gialloverde e i vertici dell’Unione europea e le liti nella maggioranza sulla manovra sul decreto fiscale.

“In Europa vogliono un’Italia serva, precaria, impaurita, arrabbiata e disoccupata”, attacca Matteo Salvini accusando l’Europa di volere “un’Italia in ginocchio per portarci via le ultime imprese. Questa legge economica non si tocca. Forse l’Europa vuole le manovre precedenti, che hanno massacrato gli italiani”. Matteo Salvini lo mette ben in chiaro.

Ma dalle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente arrivano pesanti attacchi. Mentre lo spread continua a salire, la Borsa di Milano registra pesanti ribassi, soprattutto sui titoli bancari. A un’ora dall’inizio delle contrattazioni il Ftse Mib arretra dell’1,40% a quota 18.832 punti, mentre l’All Share perde l’1,31%. Con il Banco Bpm addirittura sospeso, i peggiori titoli su Piazza Affari sono Intesa Sanpaolo (-3,39%), Bper (-3,40%), Unicredit (-3,21%), Ubi (-4,73%) e Mps (-5,56%).

I ribassi, però, non interessano soltanto i bancari, ma investono anche gli altri finanziari e settore del lusso. Dal Viminale, però, Salvini fa sapere che il governo è disposto a tener duro sino all’ultimo. “Non ci mandano a casa anche se mandano le truppe di occupazione da Bruxelles – è il ragionamento del vice premier leghista – Io resisto e vado avanti più convinto di prima”.

Ci hanno provato e ci proveranno ancora. Ma stanno provando la nuova sensazione di un governo italiano non asservito ai dettami delle istituzioni europee, ma che vuole il bene dei propri cittadini.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: OpenPolis