“I migranti portano sviluppo”: l’ultima dell’Onu. Altra mossa vs l’Italia? Ecco le news.

Il nuovo rapporto per il 2018 della Fao sembra essere l’ennessima sviolinata pro immigrazione.

L’Organizzazione Onu per l’Alimentazione e l’Agricoltura parla chiaro: le migrazioni “sono parte integrante dello sviluppo economico, sociale ed umano” e consentono allo stesso tempo di “ridurre le ineguaglianze sia all’interno dei Paesi che tra Paesi”.

Che l’Onu assuma delle posizioni pro migranti non deve stupirci. Basti ricordare le ultime dichiarazioni di Michelle Bechelet sull’Italia e la sua volontà di inviare degli ispettori per controllare gli stranieri, a suo dire, discriminati.

Da lì lo scontro con il ministro degli Interni, che minacciò di tagliare i finanziamenti.

Di seguito, sono riportate le analisi de Il Giornale in merito al rapporto “Migrazioni, agricoltura e sviluppo rurale”, secondo cui tutti i Paesi al mondo sono stati almeno una volta regione di partenza, di arrivo o di transito dei flussi migratori. “E a volte queste condizioni si sono sviluppate contemporaneamente. Nel 2016 su scala mondiale i migranti forzati (conflitti, persecuzioni e violenze generalizzate) sono stati 66 milioni, di cui 40 sono rimasti all’interno del proprio Paese, mentre gli altri hanno cercato fortuna altrove. Quasi tutti sono andati in Paesi in via di sviluppo, “spesso in zone rurali, con ricadute importanti sulle popolazioni agricole povere”: oggi il 30% dei rifugiati abita nelle zone rurali dei Paesi dove vengono accolti e i flussi interni all’Africa sono l’80%.”

Nel 2015, invece, il 38% dei migranti si è spostato verso un altro Paese in via di sviluppo, quasi sempre sullo stesso continente, mentre il 35% ha raggiunto un paese sviluppato del Nord del mondo. Inoltre, “nel mondo l’85% dei rifugiati viene accolto nei Paesi confinanti”: le migrazioni regionali avvengono per lo più tra Paesi dell’Africa occidentale e tra nazioni dell’ovest asiatico, mentre all’interno dello stesso continente sono soprattutto i migranti dei Paesi dell’Africa centrale e dell’Asia meridionale a muoversi. In totale dal 1990 al 2015 i migranti sono saliti da 153 a 248 milioni di persone (tra il 2,9 e il 3,3% della popolazione globale).

Per finire, sul rapporto si legge: “le migrazioni sono un fenomeno mondiale in espansione che coinvolge milioni di persone in cerca di un futuro migliore, ma sono sempre esistite. Sono portatrici di sfide sia per i migranti stessi che per le società, sia nelle regioni di partenza che di arrivo”.

Fonte: IlGiornale

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