Elezioni, la vittoria della destra fa tremare tutti, anche il terrorista Cesare Battisti. Ecco cosa sta per succedere

Dopo lunghi anni di misfatti delle sinistre (più o meno centriste, più o meno democratiche), il vento è cambiato ed ora sono in molti a tremare. È successo in America con Trump, in Italia con il governo Conte e sta per accadere in Brasile, oltre che – si spera – nelle istituzioni europee.

Ed è così che l’establishment di centro-sinistra trema un po’ dappertutto, reagendo spesso con invenzioni pretestuose per infangare gli avversari, non avendo validi argomenti politici da opporre.

Ma non tremano solo i partiti, tremano anche i loro protetti. È il caso di Cesare Battisti, terrorista rosso italiano ricercato da più di 35 anni per degli omicidi durante gli anni di piombo. Battisti è rifugiato in Brasile dove i precedenti governi l’hanno sempre protetto.

Ma le cose stanno per cambiare se, come sembra, Jair Bolsonaro vincerà le elezioni presidenziali brasiliane al ballottaggio del 28 ottobre. Bolsonaro, conservatore, ha promesso l’estradizione di Battisti verso l’Italia in campagna elettorale .

Bolsonaro, che al primo turno delle presidenziali ha ottenuto il 46% dei voti, non nutre dubbi sul destino del famoso ricercato italiano. «Come già detto, riaffermo il mio impegno di estradare il terrorista Cesare Battisti, amato dalla sinistra brasiliana, immediatamente in caso di vittoria alle elezioni» ha twittato in campagna elettorale. Sul caso Battisti il leader conservatore ha sottolineato di voler mostrare «al mondo il nostro totale ripudio e impegno nella lotta al terrorismo. Il Brasile merita rispetto!».

Ancora prima, il 19 aprile aveva fatto chiaramente capire di volere rimandare a casa Battisti a un incontro con 15 ambasciatori dei paesi europei, compresa l’Italia oltre al rappresentante degli Stati Uniti. Non è un caso che subito dopo il largo successo al primo turno dell’8 ottobre, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, abbia rilanciato l’avanzata del candidato di destra sui social sostenendo «che il vento sta cambiando ovunque». E sfidato i giornaloni italiani, che non vedono di buon occhio Bolsonaro, sostenendo che «danno del razzista-nazista-xenofobo a chiunque solo perché chiede più ordine e sicurezza per i cittadini».

Fino a oggi Battisti è sempre riuscito a evitare l’estradizione dal Brasile grazie alla cricca di sinistra guidata dall’ex presidente Luiz Inácio da Silva, che gli aveva concesso l’asilo politico. Lula però è finito in carcere e proprio la grande ondata di corruzione e malversazione che sta travolgendo la sinistra ha portato all’ascesa dell’ex capitano Bolsonaro.

Lo scorso anno Battisti era stato arrestato mentre cercava di lasciare il Paese, ma dal 25 aprile la giustizia brasiliana gli ha levato la cavigliera elettronica e permesso di tornare a girare liberamente per il Brasile. Il procuratore generale aveva rimesso la decisione finale sull’estradizione al presidente Michel Temer, che avrebbe potuto cancellare lo status di rifugiato politico di Battisti.

Battisti sa che in caso di estradizione lo attende l’ergastolo in cambio della libertà che i governi compiacenti del Brasile gli hanno garantito. Un’estradizione richiesta persino dal PD e che finalmente porterebbe giustizia su una vicenda che è andata fin troppo per le lunghe.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: La Repubblica