Esplosione alla sede della Lega, dove è atteso Salvini: “È terrorismo”. Ecco cosa sta accedendo

Ogni governo ha la sua opposizione fatta nelle aule della politica e per strada con manifestazioni e attivismo. Ma adesso si sta esagerando, facendo venire alla mente gli anni di piombo.

La violenza verbale e fisica, l’aggressione, l’intimidazione sono tutte cose che profumano di terrorismo e che dovrebbero stare fuori dalla dialettica politica di uno stato di diritto con una classe politica democraticamente eletta.

Ma per gli antagonisti i princìpi fondamentali di democrazia e libertà sono un mistero. Così, dopo i manichini raffiguranti Salvini e Di Maio dati alle fiamme in pubblica piazza, stanotte c’è stata un’esplosione presso la sede della Lega ad Ala, in Trentino.

Qui Salvini interverrà oggi in occasione del tour elettorale per le elezioni provinciali. Una bomba è esplosa come chiaro atto intimidatorio, accompagnata da una scritta su un muro vicino che recita: “Ancora fischia il vento”.

“Massima solidarietà agli amici trentini e al segretario Mirko Bisesti. La violenza non ci fermerà!”, così su Fb il leghista Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e le Disabilità, a proposito dell’esplosione di una bomba carta contro la sede della Lega Trentino ad Ala.

“Questo è terrorismo. Non sottovalutiamo quanto sta accadendo, rischiamo un ritorno degli anni di piombo”, afferma il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. Che poi aggiunge: “Prima erano scritte spray, odiose ma innocue, poi proiettili e bossoli inviati con lettura, inquietanti ma innocui, poi gli assalti a banchetti e gazebo, questi meno innocui, con militanti finiti anche al pronto soccorso. Adesso siamo arrivati agli ordigni esplosivi.

Tre in tre mesi, a luglio nella nostra sede trevigiana di Villorba, a settembre in quella di Cremona, questa notte una bona carta che ha devastato la nostra sede ad Ala in Trentino dove oggi è atteso Matteo Salvini. Parliamo di bombe, qualcuno se ne rende conto? Tre bombe in tre mesi. E per fortuna non c’è scappato il morto, non ancora. Intanto auspico la massima severità con i responsabili di questi attentati alle nostre sedi perché chi fa esplodere le bombe non è un oppositore politico ma è un terrorista e come tale va trattato, sbattendolo in galera per molti anni”.

“È terrorismo e gli atti sono arrivati senza esitazione alla Procura distrettuale di Venezia”, ha spiegato oggi il Procuratore della Repubblica di Treviso, Michele Dalla Costa. L’attacco con due oggetti esplosivi, infatti, è stato rivendicato da una sedicente cellula anarchica “Haris Hatzimihelakis/Internazionale”.

Vengono in mente gli anni ’70, la violenza, il terrorismo contro chi sta governando essendo stato regolarmente eletto e sta lavorando per far sì che la nostra bella Italia possa risalire la china.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: La Voce del Trentino