Caso del marocchino-scippatore. La reazione di un connazionale: “è per quelli come te che” e lo riduce così.

Ousama era seduto su una panchina dei giardini Alimonda, insieme a un paio di altri ragazzi, anche loro marocchini. Ha seguito con lo sguardo quella ragazza, con il cellulare all’orecchio.

L’ha raggiunta e le ha strappato di mano il telefono. Lei si è messa a gridare e lui ha iniziato a correre.

Inseguito dagli agenti, ma anche da residenti stanchi di vicende di delinquenza all’ordine del giorno nel quartiere.

Prima di arrendersi il marocchino hachiesto aiuto a un connazionale, incrociato durante la fuga. «Tienimi questo. Non ho fatto nulla di male: me lo ridarai dopo».

L’uomo, però, non ha creduto alla bontà di quelle parole. Si è fatto largo tra la folla che l’aveva circondato. Ha visto poco lontano la ragazza, che assisteva in lacrime alla scena.

Le ha subito restituito il maltolto e ha sgridato il ragazzo davanti a tutti. «Devi vergognarti. Per colpa tua, per quello che fanno quelli come te, siamo guardati male da tutti» gli ha detto in arabo.

Quando i militari di Oltre Dora hanno ammanettato Ousama Naim, 25 anni il prossimo Natale, lui aveva già rimediato un sonoro ceffone ed era stato trascinato dentro a un cortile privato per evitare che la situazione potesse degenerare ancora. Adesso per lui si sono aperte le porte del carcere.

Fonte: La Stampa

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