Ultim’ora. Arriva la risoluzione del governo. I dettagli delle decisioni presa da Lega e M5S.

Il governo italiano non fa passi indietro. Nella risoluzione presentata in Senato vengono confermati gli impegni presi su reddito di cittadinanza, superamento della legge Fornero e Flat Tax.

In merito alla flat tax la risoluzione è molto chiara: “Al 15% per liberi professionisti, artigiani e ditte individuali e una riduzione del carico fiscale per le piccole e medie imprese che non potranno optare per il nuovo regime forfettario ampliato”.

Altro aspetto: “Si ravvisa la necessità di prevedere nella prossima legge di bilancio disposizioni volte a diminuire gli oneri burocratici che ostacolano la libera iniziativa imprenditoriale.

Per questo, in materia di semplificazione amministrativa, è previsto un piano di riduzione degli adempimenti a carico delle imprese e di maggiore qualificazione dei servizi erogati, nell’ambito del percorso, già avviato, di efficientamento e digitalizzazione della pubblica amministrazione e di riduzione dei tempi della giustizia”.

Dunque nessun passo indietro sui punti cruciali della manovra: “L’impegno è quello di adottare misure di riduzione del cuneo fiscale correlata all’offerta di rapporti di lavoro stabili con i giovani più meritevoli, quota 100 per le pensioni, l’avvio del reddito di cittadinanza, della pensione di cittadinanza e rafforzamento dei centri dell’impiego, una cabina di regia al Mef in coordinamento con la presidenza del Consiglio sulla revisione della spesa , la cabina di regia sugli investimenti appena inaugurata a Palazzo Chigi”.

Infine nel documento è contenuto un altro passaggio caro alla sponda grillina come l’implementazione in tempi rapidi della Banca per gli investimenti “prevedendo un coinvolgimento di Banca d’Italia e Cassa Depositi e Prestiti”.

Insomma il testo depositato dai capigruppo di Lega e M5s a palazzo Madama (Massimiliano Romeo e Stefano Patuanelli) di fatto conferma tutte le misure contenute nelle Nadef con le previsioni di crescita che sono già state bocciate dall’Ufficio parlamentare per il Bilancio.

Fonte: Il Giornale

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