Accuse SHOCK ad Amazon: nei guai. Destina fondi ad Ong jihadiste. Ecco come i terroristi fanno soldi.

Amazon, l’azienda di Jeff Bezos è stata accusata di erogare, tramite il servizio Amazon Smile, finanziamenti ad Ong che, in realtà, sarebbero legate alla galassia islamista.

Il servizio dona in beneficenza lo 0,5% del prezzo pagato da ogni utente Amazon per gli oggetti acquistati sul sito di e-commerce. In particolare, l’utente che di fare beneficenza deve anche scegliere l’ong beneficiaria della donazione. Costui può quindi individuare l’ente no-profit preferito all’interno di un elenco comprendente oltre 6mila associazioni.

Ad avviso dei media britannici, nell’elenco dei destinatari delle donazioni predisposto da Amazon Smile vi sarebbero due sigle “sospette”: Muslim Research and Development Foundation (Mrdf) e Helping Households Under Great Stress (Hhugs).

The Times sostiene che al vertice di queste ong vi sarebbe Haitham al-Haddad, imam “promotore del terrorismo”. In passato, al-Haddad si era guadagnato notorietà per le sue posizioni oltranziste, quali il rifiuto della democrazia occidentale, l’elogio della lapidazione delle adultere e il sostegno ai mariti responsabili di violenze sulle rispettive consorti.

Gli organi di informazione del Regno Unito, inoltre, hanno spesso dipinto l’imam come un “simpatizzante di Osama bin Laden e dell’Isis”. Per il momento, non risulta ancora quantificata la cifra totale percepita, attraverso il sito di e-commerce, dagli enti no-profit legati ad al-Haddad.

La presenza di tali due sigle nell’elenco di Amazon Smile ha messo in allarme le istituzioni del Regno Unito. Sara Khan, presidente della Commission for Countering Extremism, agenzia governativa incaricata di contrastare la propaganda fondamentalista, ha dichiarato: “L’estremismo islamico non si manifesta soltanto con la violenza e con gli attentati. Haitham al-Haddad propaganda con disinvoltura la misoginia, il razzismo e l’odio per ogni minoranza.

Egli promuove una visione suprematista, secondo la quale i musulmani non devono assolutamente sottomettersi alle leggi inglesi, ma devono invece combattere chiunque incoraggi l’integrazione.”

Dove sarà la verità?

Fonte: Il Giornale

Foto credit: wired