“L’Italia è una repubblica fondata sul… reddito di cittadinanza?”. Ecco la polemica dell’arcivescovo

Continuano le polemiche sul reddito di cittadinanza, e stavolta vengono dalla Chiesa, nella fattispecie per bocca dell’arcivescovo Emidio Cipollone, della diocesi di Lanciano Ortona. Dunque le parole dell’alto prelato si aggiungono alle controversia già raccontate in questo articolo.

In un’intervista molto articolata apparsa oggi sul sito Il Giornale, l’arcivescovo ha espresso la propria preoccupazione sulla misura prevista nella manovra del governo, il reddito di cittadinanza.

“La Costituzione afferma che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e non sul reddito di cittadinanza! Naturalmente, non si possono dare risposte semplici a problemi complessi. Ritengo, pero’, che la cosa migliore sia sostenere e favorire il lavoro. Con esso si darebbe o ridarebbe la dignità alle persone e alle famiglie e si sperimenterebbe una nuova ‘pace sociale'”.

Dopo di che, ha fatto appello ai principi cristiani, richiamando le parole di Papa Francesco e la Bibbia stessa, contrapponendo il principio biblico del lavoro a quello dell’assistenzialismo. Dimenticando però che è altrettanto biblico che la società si prenda cura dei più bisognosi.

Proseguendo nell’intervista, Monsignor Cipollone si esprime sulla gestione dei fenomeni migratori e sugli interventi della Chiesa in favore dei bisognosi.

“Anche qui vorrei dire che non è possibile semplificare troppo! Certamente ci vuole grande accoglienza ma, allo stesso tempo, ci vogliono anche delle regole che evitino sfruttamento da una parte e arricchimenti impropri dall’altra. Qui, nella mia diocesi, ci sono ottimi esempi di integrazione ma, purtroppo, anche esempi di difficoltà molto grandi, come le ultime cronache hanno evidenziato”.

“La Chiesa non guarda tanto gli italiani o gli stranieri, ma gli uomini e le donne, i bambini e i ragazzi, i giovani e gli anziani… Per loro, con le sue forze, ma anche collaborando con tante associazioni e organizzazioni laiche, fa tutto ciò che è possibile, valorizzando anche le risorse dell’8/1000. Nella mia diocesi, in questi otto anni, abbiamo aperto un emporio solidale, una bottega solidale e un centro di solidarietà”.

Per carità, l’arcivescovo di Cortona ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione, ma riteniamo pretestuoso tacciare il reddito di cittadinanza di mero assistenzialismo. Sia per le misure preventive volte a far sì che chi lo percepisce si formi, contribuisca alla comunità e sia inserito presto nel mondo del lavoro.

Da par nostro, ci ritroviamo di più nelle parole del noto filosofo Diego Fusaro, che su La 7 ha dichiarato: “Il reddito di cittadinanza è misura pro-tempore, ossigeno per riportare dignità”.

Fonte: Il Giornale

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