La Rai dà il patrocinio al Festival pro-migranti. La decisione fa scoppiare il caos. E la Lega insorge.

“Libertà di circolazione delle persone, delle idee, delle culture e dei diritti” è la frase che compare sui volantini del Festival diffuso delle culture mediterranee Sabir, promosso da una sfilza di ong e onlus, come l’Arci, le Acli, la Caritas italiana e la Cgil, con la collaborazione di Asgi, A Buon Diritto e Carta di Roma.

La Rai ha pure dato il proprio patrocino alla kermesse che, arrivata alla sua quarta edizione, approda quest’anno ai cantieri della Zisa a Palermo. La decisione dei vertici di viale Mazzini, però, ha scatenato le ire dei parlamentari leghisti che ora chiedono il “ritiro immediato del patrocinio”.

Un festival pro immigrazione con il patrocinio della tivù pubblica, dunque. Simona Pergreffi, membro della Commissione di Vigilanza Rai, e Daniele Belotti dichiarano: “Nessuno qui vuole impedire la libertà di espressione. Ma quando si parla di servizio pubblico radio televisivo, si dovrebbe parlare anche di imparzialità, cosa che in questa manifestazione proprio non è prevista”.

In calendario sono stati, infatti, inseriti convegni sulla campagna elettorale per le Europee 2019 contro movimenti politici definiti “regressivi”. Non solo. Gli organizzatori del Festival di Sabir sono anche tra i sostenitori della raccolta firme Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie. “Vogliamo decriminalizzare la solidarietà – si legge sul sito della kermesse – vogliamo creare passaggi sicuri e proteggere le vittime di abusi”.

Tra gli appuntamenti che spiccano nel calendario del Festival di Sabir ci sono la presentazione dell’Atlande dei migranti in Europa, l’incontro Città e porti aperti tra Europa e Africa, i workshop con gli avvocati sul ricongiungimento familiare e con i sindacati per “la protezione e i diritti dei migranti che attraversano il Mediterraneo”.

Il patrocinio della Rai a un evento così politicizzato ha fato insorgere la Lega che ha chiesto ai vertici di viale Mazzini di intervenire quanto prima. La Pergreffi e Belotti dicono: “Offrire il patrocinio Rai a una manifestazione in cui si analizzano forme per denunciare i vertici del governo italiano legittimamente eletto,

promuovere strumenti di contrasto alle sue politiche sugli hotspot, definire razzisti e populisti milioni di elettori che in Europa sostengono determinate forze politiche, organizzare etichettare come ‘reazionari e oscurantisti’ determinati governi di Paesi europei non è dunque una svista, ma un grave errore cui rimediare con urgenza”.

Fonte: Il Giornale

Foto credit: unisg