Reddito di cittadinanza e furbetti? Di Maio mette le cose in chiaro con un annuncio shock

Il reddito di cittadinanza è un provvedimento epocale che però ha suscitato dubbi e polemiche. Dubbi, perché non si sa in che modo funzionerà, considerando la poca efficenza attuale dei centri per l’impiego.

Le polemiche ci sono fondamentalmente a causa di un’accusa che si rivolge alla misura voluta fortemente dai 5 Stelle e da Di Maio: favorirebbe l’assistenzialismo. Insomma sarebbe una sorta di sostentamento per i nullafacenti.

Nonostante la manovra preveda una serie di dettagli mirati ad evitare di pagare chi non ha voglia di lavorare, nuove polemiche sono sorte circa la possibilità che dei furbetti possano percepire il reddito, facendo inoltre dei lavori in nero. A fugare ogni dubbio sono arrivate le parole di Luigi Di Maio.

Di fatto questa mattina si è aperto un duello sulle risorse destinate nel Def al provvedimento così tanto voluto dai pentastellati. Matteo Salvini ha annunciato che per questo provvedimento verranno destinati 8 miliardi di euro. Per i grillini invece l’impegno delle casse dello Stato saranno 10. Ma su oltre alle scintille sulle risorse è anche scontro sulle modalità con cui verrà messo sul campo il reddito minimo.

In questo momento l’ipotesi più probabile è quella di una card che verrà usata dagli aventi diritto per acquistare beni di prima necessità come ad esempio alimentari, vestiti e affitti. I movimenti delle carte verranno tutti monitorati per evitare, secondo quanto riferito anche dal vicepremier Luigi Di Maio acquisti immorali come sigarette e Gratta e Vinci.

Ma attenzione: il rischio più grande che corre il provvedimento grillino è quello che chi lavora in nero possa percepire il reddito e spendere le entrare dal sommerso per gli acquisti secondari e la card col reddito minimo per quelli primari. Su questo fronte è tornato a parlare Di Maio che ha annunciato una stretta agitando anche le manette:

“Abbiamo inserito in questa norma anche una serie di misure che contrastano i furbi, perché noi ci vogliamo rivolgere solo alle persone perbene e a chi si comporta onestamente. Se imbrogliano – ha spiegato il vicepremier – si beccano fino a sei anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge”. Insomma il reddito di cittadinanza sarà sottoposto ad una sorta di “Grande Fratello” fiscale che però potrebbe non bastare per dare un freno ai furbi.

Certamente risulta difficile immaginare come funzionerà il reddito di cittadinanza, e le polemiche sono comprensibili. Ma di certo il governo ce la sta mettendo tutta per far sì che provvedimento sia solo una misura provvisoria per sostenere chi è in difficoltà fin quando non trovi un lavoro.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: FanPage