Nozze di comodo con i migranti, rete di sponsor buonisti e tutto quello che nascondeva il sindaco “accogliente”.

Il suo più grande sponsor resta comunque lo scrittore Roberto Saviano, che con una frase di Bertolt Brecht scrive: «Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere». Che paroloni!

Ma non si comprende se ci si trova nella locride più profonda, tra collinette, ulivi e dirupi, o in uno di quei villaggi guerriglieri delle Ande. «Con Riace vince l’Italia che resiste, vince la gente che comincia a schierarsi contro la barbarie di Salvini», è il credo del Subcomandante Mimmo.

Il quale, sindaco dal 2004 e prima con i curdi, poi con gli iracheni e dopo con gli altri immigrati ha ripopolato il paese spaesato dall’emigrazione ribattezzandolo Modello Riace, si vanta di essere un «fuorilegge dolce» che «disobbedisce alle leggi balorde». Come un rappresentante delle istituzioni non dovrebbe fare.

Gli immigrati lavorano affermava il primo cittadino di Riace. Infatti in queste ore nelle vie del paesello sono proprio loro ad essere disperati e c’è chi piange dicendo: «Ci hanno tolto papà».

E il Carroccio calabrese lo accusa di aver portato il Comune al dissesto finanziario. Era un simbolo dei 5 stelle ma ora anche loro lo hanno scaricato e Carlo Sibilia ieri è andato giù duro: «A Riace più indagati che integrati». Lui ora è agli arresti nella palazzina di famiglia, a due piani, dove vivono anche il padre 92enne e il fratello. E dove nel 1998, quando arrivarono nel paesello i primi migranti, parevano rom ma erano curdi, lui se ne portò 11 a vivere in casa sua.

A questa vicenda viene applicato il solito schema di comodo tra fascismo (Salvini) e anti-fascismo. Quando invece bisognerebbe parlare di un fatto: che nessun sindaco può improvvisarsi sensale di matrimoni di convenienza e la cittadinanza non può essere concessa con un raggiro, per di più rivendicato.

Il risultato è che il massimo sacerdote del terzomondismo italo-sudista – Wim Wenders oltre che al Papa ha dedicato un documentario anche a Mimmo intitolandolo «Il volo» – adesso è «tentato di mollare tutto». Ma naturalmente si sente insostituibile come un bonzo. Il bonzo di Riace.

Fonte: Il Messaggero

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