Mossa anti-spread. Nella notte cambia tutto. Cosa è successo dopo il vertice del governo.

Dopo il vertice di Palazzo Chigi di ieri sera arriva un pesantissimo segnale rivolto soprattutto ai big di Bruxelles.

Dopo la riunione, di fatto si può parlare dello sforamento del deficit, che sarà sì del 2,4% nel 2019, ma è poi è destinato a scendere, stando alle prime stime, al 2,2 nel 2020 e al 2% nel 2021.

Non più dunque, inchiodato al 2,4% per tre anni, come annunciato finora. Una mossa, voluta in primis da Giovanni Tria, nella speranza che la Commissione non bocci la manovra.

Una mossa destinata anche a rassicurare i mercati. Una mossa che agita il M5s, che sulla manovra si è giocato tutto e che ora vede ridursi il margine d’azione.

La decisione è maturata al termine di un incontro durato circa due ore con Luigi Di Maio, Matteo Salvini, il premier Giuseppe Conte, il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti, Tria, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e i due sottosegretari dell’Economia, Laura Castelli (5 stelle), e Massimo Garavaglia (Lega).

Da delineare, ora, i tagli necessari per finanziare le misure contenute in manovra. Si parlerà ancora di sperad, golpe finanziario, mercati in subbuglio?

Voi cosa ne pensate di questa decisione?

Fonte: Libero

Foto credit: iltempo