Pensioni anche ai migranti appena arrivati. Cosa c’è dietro la sentenza della Cassazione. Cosa penserà Salvini?

Roma – Dalla Cassazione arriva un altro affondo contro Di Maio e i colleghi pentastellati.

Gli ermellini hanno annullato la decisione dei giudici di merito che ritenevano titolari del diritto alla prestazione assistenziali solo gli extracomunitari che fossero stati qui in Italia per almeno 5 anni.

L’ordinanza 95 del 4 maggio 2017 della Consulta, infatti, ha sancito che «i titolari di protezione sussidiaria hanno diritto al medesimo trattamento riconosciuto al cittadino italiano in materia di assistenza sociale e sanitaria e tale parità è effettivamente riconosciuta dall’ordinamento italiano per tutte le prestazioni».

Secondo l’analisi de Il Giornale, però, dato che il diritto funziona come la matematica, per la proprietà transitiva,
dato che il reddito di cittadinanza è una misura di welfare che rientra nell’assistenza sociale come le pensioni di invalidità, allora anche i titolari di protezione sussidiaria dovrebbero riceverlo.

Ma, i costi previsti dall’introduzione del reddito di cittadinanza aumenterebbero di almeno 3 miliardi.

Ieri il vicepremier Di Maio ha fornito ulteriori spiegazioni sul suo progetto, facendo comunque storcere il naso a qualcuno.

«L’ideale sarebbe usare la tessera sanitaria con chip, ma nel frattempo sarà messa su una carta elettronica», aggiungengo che l’importo sarà «da spendere negli esercizi commerciali in Italia per far crescere l’economia, bisogna limitare al massimo le spese fuori dall’Italia».

Sulla possibilità che questo possa incrementare il lavoro in nero, ha risposto così:

«Questa persona che prende il reddito è impegnata tutto il giorno tra lavoro di pubblica utilità e ore di formazione. Se il sindaco o il centro dell’impiego mi dicono che non si presenta, glielo tolgo».

Fonte: IlGiornale

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