Pd in piazza unito. Ma dietro le quinte…siparietto. Perfino Renzi con il controcomizio sul governo. Ancora parla?

Abbracci, applausi e strette di mano tra Renzi, Gentiloni e Martina, naturalmente davanti alle telecamere. Ma dietro le quinte restano i “capannelli” tra renziani e non renziani.

Dopo cene promesse, annunciate e saltate, il Partito democratico prova a ripartire da Piazza del Popolo a Roma e dall’opposizione a quello che ha definito senza mezzi termini “il governo dell’odio”.

“Unità, unità”, scandiscono i 70mila manifestanti in piazza, quando il giovane dem Bernard Dika chiede di riscoprire “la bellezza di camminare insieme”: “Non arrendiamoci, questa è non solo la piazza dell’opposizione ma quella dell’alternativa”, ha sottolineato.

“Dobbiamo riuscire a fare riscoprire quei sogni, quella speranza in un futuro migliore. Noi siamo chiamati a questo in una logica di unità, prima ancora al nostro interno”, aveva detto poco prima Federico Romeo, sindaco del municipio Val Polcevera di Genova

Il segretario del Pd Maurizio Martina ammette le colpe e dice: “Voglio dire ai tanti elettori che non ci hanno votato il 4 di marzo che abbiamo capito la lezione. Ora dateci una mano perché noi siamo somma e non divisione. Non servono tifosi ma una comunità che senta su di sè un impegno. Ci sono cose che non puoi solo raccontare agli altri, ma che devi praticare”.

Nel frattempo, però, Matteo Renzi pensa ad un controcomizio con i giornalisti: “Contro questa destra credo sia importante tenere tutti insieme, da Tsipras a Macron. Quello che mi sembra ovvio, logico e intelligente oggi è dire che chiunque sarà il segretario o la segretaria del Pd dovrà avere il consenso di tutti gli altri, una volta finito il congresso. Cioè evitare quel fuoco amico che abbiamo visto troppe volte”.

E questa sarebbe unità? Salvini poi tuona così: “Ma Renzi ha ancora il coraggio di parlare?”. Infatti. Ancora parla?

Fonte: Il Giornale

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