Spread e borse non fanno paura a Di Maio, che si scaglia contro i tecnici. E sull’Euro dice questo

Il vicepremier Di Maio è davvero contento del Documento di Economia e Finanza che è stato approvato. Talmente tanto da difenderlo a spada tratta contro le prime critiche che inevitabilmente sono arrivate.

Innanzitutto la questione del debito a causa del rapporto deficit/Pil al 2,4%: quello, dice Di Maio, sarà ripagato con la crescita. Poi tranquillizza i cittadina in merito allo spauracchio spread, che è già in fase di discesa.

Poi interviene per difendere il Ministro dell’Economia Tria ma senza fare sconti ai tecnici, che – ribadisce – devono essere a servizio del popolo e non remare contro il governo.

“Ci sono addetti ai lavori che remano contro il governo, tecnocrati che vanno contro la volontà del governo”, dice il leader M5S al Global Forum 2018, “I tecnici devo essere a sevizio del popolo e degli input che dà il governo. Se non vogliono farlo, allora cambieremo le leggi a partire da una legge che si chiama Bassanini, che ormai dà più potere ai tecnici che ai politici. Dobbiamo sostituire il potere democratico al potere tecnocratico”.

E sulle voci che parlano di scontro con il ministro dell’Economia aggiunge: “So che noi pure difendiamo Tria. Tria deve restare al Ministero della Economia e finanza. Si è descritta una situazione che non vera. Al Mef però ho trovato trabocchetti di funzionari che invece di fare il loro dovere fanno gli interessi dei vecchi partiti che li hanno messi lì”.

Poco prima, a SkyTg24, Di Maio aveva parlato della manovra e delle conseguenze sui mercati finanziari. “Sono tranquillo: ieri lo spread è salito ma poi ha cominciato scendere”, ha detto il vicepremier a L’intervista di Maria Latella, “Quel po’ di debito che facciamo in più lo ripagheremo nei prossimi anni con la crescita”. Per il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, infatti, la salita dello spread tra Bund e Btp è dovuto “alla demonizzazione che si sta facendo di questo governo”.

“La manovra del popolo non deve preoccupare i mercati e non credo che li preoccuperà”, assicura, “Con il deficit al 2,4% non abbiamo fatto nulla di diverso dagli altri Paesi Ue. Le banche soffrono? Perché in questi mesi si era scommesso nel fatto che il governo mettesse il deficit così basso da favorire solo le banche”.

Da ultimo, dà un importante dichiarazione sul rapporto tra Italia ed Euro definendo “sciocchezze” le voci di un piano per uscire dalla moneta europea. E poi conclude con parole forti: “Quando il Def sarà pubblico, si vedrà il più grande piano di investimenti della storia dell’Italia”.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: FanPage