I giudici vogliono fermare Salvini: “spetta a noi bloccarti”. Svelato il vero piano-bomba delle toghe.

I provvedimenti del governo giallo-verde saranno ispezionati minuziosamente da Lattanzi, Giuliano Amato e dagli altri giudici costituzionali, e buona parte ne uscirà soppressa o amputata, per la gioia dell’opposizione buonista.

Lattanzi ha spiegato: «Ci sono orientamenti politici che, senza entrare nel merito, a me pare che contrastino con il significato che alla nostra Costituzione hanno dato i costituenti.

Alcune idee che circolano, alcuni orientamenti che in altri tempi rimanevano nascosti, si vergognavano quasi di comparire, oggi sono presenti in Europa».

Se non si fosse capito, è con il sovranismo e con il populismo che ce l’ha, ovvero con la Lega e con i Cinque Stelle. E più con il partito di Matteo Salvini che con quello di Luigi Di Maio, giacché è il primo a fare parte di quella tendenza europea che deve spingere le toghe alla mobilitazione.

Poi il presidente della Consulta va avanti: «Io credo che le corti costituzionali e i giudici in genere siano dei baluardi nei confronti di questi orientamenti, nei limiti in cui questi orientamenti sono a loro volta in contrasto con le corti costituzionali. La nostra Carta è nata per resistere a vicende di questo genere».

Nel palazzone di piazza del Quirinale, insomma, si respira aria di aperta opposizione. La sorte di certe norme appare segnata. Il giudice delle leggi sarà chiamato presto a valutare la costituzionalità del decreto Salvini.

E Lattanzi, al pari di Amato e di tanti suoi colleghi, non è un esagitato in toga rossa, bensì un moderato di sinistra. Ma pure questo è un segno dei tempi: persino i più tiepidi si sentono obbligati a indossare l’elmetto. O lo scolapasta, a seconda del guardaroba.

Fonte: Libero

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