Vescovi attaccano dl migranti: “modificato, subito!”. Appello a Mattarella. La replica di Salvini? Da godere.

Al termine del Consiglio Episcopale Permanente, il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti esprime timori profondi sul decreto Sicurezza voluto da Salvini.

«Un decreto dovrebbe fronteggiare un periodo di emergenza e, per quello che ho letto, il nostro decreto abolisce i permessi per motivi umanitari. In sostanza, si toglierebbe a prefetti e giudici quella discrezionalità sulla protezione umanitaria mentre rimarrebbero solo permessi per cure mediche o per necessità di rientro nei paesi d’origine per breve tempo».

Adirittura il vescovo ritiene incostituzionale l’espulsione al primo grado di condanna: «Se basta questo, mi sembra si faccia qualcosa che non è proprio in pieno con quanto previsto dalla Carta, perché non tiene conto dei tre gradi di giudizio».

Chissà se per lui o per gli altri, il cardinale ha ricordato che «il decreto è ancora in fieri, quello che dico lo dico a pelle, non ho avuto tempo di leggerlo e di approfondirlo, e sembra poi che possa essere ancora ritoccato: deve intervenire ancora il presidente della Repubblica ed, essendo questa una bozza, credo che le osservazioni della Chiesa possano essere utili…».

Parole ulteriormente interpretabili come auspici, se non come veri e propri suggerimenti in vista di modifiche parlamentari o, persino, quando sarà, dinieghi di controfirma e promulgazione da parte di Mattarella.

Bassetti continua: «noi siamo pastori e come tali ci interessa la solidarietà e l’integrazione anche se ci vogliono criteri, come ha precisato il papa. Francesco ha detto che l’accoglienza è un conto, l’integrazione è importante, ma serve poi un discernimento… Si tratta di capire di quanti ogni Stato si può far carico ance se non in un modo indiscriminato. Però, nel momento in cui accolgo, mi impegno e do la cittadinanza».

Il Ministro degli Interni, ha invece tagliato corto. La sua replica asfalta definitivamente le polemiche: «Mi fa piacere che in Vaticano e altrove ci sia gente che si occupa di migranti in Italia, ma il mio stipendio è pagato da 60 milioni di italiani che vogliono sicurezza…

Vogliamo garantire persone che scappano davanti a vere guerre e vogliamo dichiarare invece guerra agli scafisti, ai mafiosi e ai trafficanti di esseri umani. Siamo riusciti a ridurre il numero di clandestini, portandolo a 20mila dai 100mila di un anno fa».

Fonte: Il Giornale

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