Cardinale vs Salvini: “vuole togliere la cittadinanza per reati non gravi”. Il terrorismo non lo è? Caos assurdo.

Il dl migranti e sicurezza, formulato dal Viminale e approvato dal Consiglio dei ministri, continua a far discutere.

Il cardinale Gualtiero Bossetti, nonostante dichiari di non aver “approfondito” ancora il testo ufficiale, ha rilasciato delle dichiarazioni molto scottanti.

A preoccupare il vescovo di Perugia sono due passaggi del dl. Il primo è quello in cui viene abolito il permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Il secondo è quello che impone una stretta alla concessione dei documenti.

E, sebbene il ministro dell’Interno dichiari di aver fatto solo la volontà degli italiani, ai vescovi continua a non piacere.

La riduzione dei permessi, secondo Bossetti, “rischia di portare persone a futuro incerto”.

Ma, a suscitare clamore è la critica del cardinale rivolta all’espulsione al primo grado di condanna, una norma che non “rispetta la Costituzione” e il principio di “presunzione di non colpevolezza”. ”

Proprio a tal proposito ha aggiunto: “Con questo decreto si toglie ai prefetti e ai giudici la discrezione nel riconoscere la protezione umanitaria e l’unica possibilità resta nei permessi speciali per motivi civili come cure mediche o calamità naturali”.

Ma Bossetti si è spinto un pochino oltre quando ha detto: “La cittadinanza verrebbe revocata anche per reati non gravissimi. Mi sembra che sia molto restrittivo”.

Qui qualcosa non torna. D’altra parte dal testo del Viminale si legge chiaramente che la revoca della cittadinanza è prevista solo quando lo straniero “si macchia di reati di terrorismo accertati con sentenza definitiva”.

Sarà stato un errore d’espressione quello del vescovo?

D’altra parte come potrebbe essere un “reato non gravissimo” quello di cui si macchia un jihadista?

Fonte: IlGiornale

Foto credit: RossoParma