Tragico incendio al campo profughi. Ecco la drammatica situazione del centro accoglienza

Un grave incendio è divampato a Conetta, in provincia di Venezia, presso un centro accoglienza parecchio affollato. Un campo richiedenti asilo che è già salito in passata agli onori della cronaca.

Si tratta infatti di una ex caserma militare destinata alla ricezione di richiedenti asilo. Nei progetti originali dovevano essere accolti circa 50 migranti. Ma le cose sono andate diversamente.

Oggi sono circa 500 gli ospiti, ma sono arrivati anche a 1600. Inoltre il medesimo centro accoglienza è stato protagonista di proteste organizzate dai migranti. Oggi poi è scoppiato un incendio presso una tensostruttura annessa, che ha provocato una colonna di fumo visibile da chilometri.

Dalle prime ricostruzioni l’incendio sarebbe divampato in un tendone che accoglie circa 100 migranti degli oltre 500 che attualmente ci sono. Nessuna persona sarebbe rimasta coinvolta.

I vigili del fuoco sono dovuti intervenire con cinque squadre di soccorso e venti operatori provenienti dai reparti di Cavarzere, Adria, Mestre e Piove di Sacco. A intervenire anche la polizia di Stato con gli uomini del commissariato di Chioggia e i carabinieri del comando locale. I vigili del fuoco hanno circoscritto il rogo e messo in sicurezza l’area. I danni sono ingentissimi. Una tecnostruttura dove i migranti dormono è andata distrutta.

Incendio nel campo di Cona Incendio campo Cona Incendio nel campo di Conetta
Dura la posizione del sindaco di Cona Alberto Panfilio: “Atto grave, il governo intervenga, questo centro va chiuso”. Il centro accoglienza di Conetta ospita i richiedenti asilo da luglio 2015.

Si era partiti con una cinquantina, poi le cifre si sono quintuplicate. Ad aprile 2016 erano quasi 700, fino ad aumentare sempre più. Ci sono stati periodi in cui la quota ha oltrepassato le 1600 persone, in una frazione che conta 197 abitanti. Varie sono state le proteste dei richiedenti asilo, l’ultima la maxi marcia, a novembre scorso.

Non sono ancora note le cause, ma non stupirebbe se le fiamme avessero avuto origine dolosa da parte degli stessi ospiti del centro. Ma, anche in caso di incidente, si pone nuovamente la questione del sovraffollamento dei centri accoglienza.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Polesine24