Approvato il dl Salvini. La reazione della sinistra non si fa attendere ed è davvero ridicola

Oggi è stato approvato il dl sicurezza fortemente voluto dal vicepremier Matteo Salvini. Un decreto che ha visto l’accordo dei partiti di maggioranza, che ci hanno lavorato insieme rispettando l’impegno del contratto di governo.

Un momento importante per il governo Conte, che aggiunge così ulteriori fatti al proprio curriculum. Come raccontato in questo articolo, il decreto si occupa fondamentalmente di migranti, in diversi aspetti.

Se la maggioranza di gioisce, una sinistra che non sa più che pesci pigliare si scaglia con veemenza, facendo una figuraccia. Niente di nuovo sotto il sole, sempre le stesse accuse infondate, per provare a mascherare un vuoto cosmico di idee proprie.

L’accusa è sempre quella, quel “razzismo” che ritorna come un ritornello mai stanco. “Quanto approvato oggi all’unanimità dal Consiglio dei ministri non è solo in gran parte incostituzionale – sostiene Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Prc – ma rafforza l’impianto razzista e xenofobo di un governo che si è imposto con promesse sociali ma sa utilizzare solo il bastone verso nemici immaginari”.

Acerbo come al solito se la prende con le norme che, come promesso in campagna elettorale dal ministro dell’Interno, puntano a ridurre la sacca di criminalità che si viene a creare laddove i clandestini proliferano. Nel dl Migranti è prevista, tra le altre cose, la revoca della cittadinanza agli stranieri sospettati di essere un pericolo per la sicurezza pubblica. Per capirci: se Anis Amri, il jihadista di Berlino, fosse stato un cittadino italiano e fosse stato sospettato di preparare un attentato terroristico, fino a ieri nessuno avrebbe potuto espellerlo dal Belpaese. Da domani sì. Ma per Prc si tratta di una “misura base di uno Stato di Polizia”

La reazione della sinistra alle nuove norme volute dal Viminale appare già scomposta. Nel calderone delle norme da “Stato di Polizia” Acerbo inserisce pure l’abrogazione della protezione umanitaria, la “reclusione dei richiedenti asilo” e le espulsioni degli irregolari. Senza contare chi “occupa stabili degli immobiliaristi perché senza casa”, come se fosse normale okkupare uno stabile privato.

“Oggi agiscono contro i migranti – continua il segretario di Prc – e chi disobbedisce alla logica dell’intangibilità della grande proprietà, domani lo faranno contro chiunque osi protestare. Altro che prima gli italiani. Questo governo dovrebbe avere la dignità di affermare ‘prima i ricchi’. A 80 anni dalle leggi razziali di Mussolini il Movimento 5 Stelle di Di Maio si rende complice e responsabile di questo ritorno al passato più buio del nostro Paese”.

Una reazione che strappa, al più, una risata di compatimento. Frutto di una sinistra che negli ultimi anni non ha fatto che dilapidare il tesoro elettorale, l’affezione degli elettori, le idee storiche e quanto di buono c’era, per correre dietro a fantasmi. Noi non inferiamo, le urne sono già eloquenti a sufficienza.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Il Primato Nazionale