Affondo di Bersani: i comunisti di una volta oggi votano Lega. Salvini leader politico. E la mazzata finale.

«Guardate che i comunisti di una volta oggi votano Lega». Parola di Pier Luigi Bersani. Ed ammette che adesso è la destra sovranista di Matteo Salvini a prendere lo scenario politico della piazza, del popolo, della testa e del cuore.

L’ex ministro di sinistra non ha mai rinunciato a contrastare il fallimento del Pd, al punto da uscirne in polemica con Matteo Renzi e il suo entourage gigliato.

Intervistato assieme a Marco Travaglio, il leader di Leu ha censito le cause dei fallimenti della classe dirigente piddina, dal referendum costituzionale del 2016 fino al tracollo del 4 marzo scorso e all’illusione attuale che sia sufficiente sedersi sul divano con i pop corn in mano, nell’attesa che la maggioranza gialloverde imploda su se stessa.

Intendiamoci, Bersani non è tenero e si mostra perfino minaccioso verso la Lega di governo – «si ricordino che, se loro menano le mani, le meneremo anche noi e storicamente finisce male per loro» -, eppure esprime un punto di vista di elementare buon senso.

Ma è realista, atteggiamento forse che deriva dalla lunga esperienza, dal contatto decennale con quel che fu la sinistra profonda dell’Italia post comunista.

Il messaggio è forte: nella sinistra di prima c’era l’attenzione per gli esclusi e la difesa dei ceti svantaggiati. Come per dire che adesso, invece, hann perso un po’ la rotta.

Ed aggiunge: “Serve una sinistra popolare che si occupi dei problemi veri e non si faccia seghe mentali; non ci servono bendierine settarie ma idee… perché i pop corn non funzionano”. Ci riusciranno? Chissà.

Fonte: Libero

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