Tortura. Il racconto di una barista: “l’uomo africano mi teneva e aveva la cerniera abbassata..” dettagli raccapriccianti.

La titolare di un bar a Monte Mario tenuta sequestrata nel suo locale fino all’alba subendo le peggiori torture da un migrante.

Il coraggio della donna per aver denunciato immediatamente le sevizie subite da un uomo che si è spacciato per un turista.

Leggiamo il racconto su Il Giornale:

Violentata, pestata barbaramente e infine anche derubata, dato che l’immigrato, un tunisino, si è allontanato portando via con sè il registratore di cassa dopo averla abbandonata, sofferente, a terra ed aver soddisfatto i suoi appetiti bestiali.

Dopo la denuncia della barista è scattata in tutta la capitale la caccia all’uomo, mentre per la donna si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale Gemelli, a causa delle lesioni riportate e del dito della mano morso dall’ africano e ridotto quasi a brandelli.

Ancora sotto choc la vittima, incredula per ciò che le è accaduto e per essersi trovata in breve catapultata all’interno di un incubo“Un cliente come tanti. Ha anche cantato, si è lasciato fotografare con un amico.”, prosegue la barista tornando con la mente a quei drammatici istanti. L’africano non aveva fatto nascere nessun timore o sospetto, anzi si era pure presentato dicendole: “Mi chiamo Rea e vivo ad Amsterdam e sono a Roma per turismo”.

Subito dopo la denuncia è scattato l’allarme delle forze dell’ordine, che hanno preso l’uomo e arrestato. Non è la prima volta, ma è sempre la stessa storia e sono sempre loro: i migranti.

Quale sarebbe la soluzione per preservare le donne prese sotto tiro? Intanto le forze dell’ordine fanno il loro lavoro, ma non sempre è prevedibile le mosse di uomini senza scrupoli.

Fonte: ilgiornale

Foto: giustizianews24