Scoperti due italiani che aiutano gli scafisti a Malta. Ecco come favoriscono gli sbarchi in Italia

Il triangolo Italia – Malta – Libia ha destato preoccupazioni e sollevato polemiche negli ultimi mesi. La piccola isola messa proprio tra nord Africa e Sicilia è stata spesso nelle cronache relative al flusso migratorio.

Spesso il governo di La Valletta ha dimostrato poca partecipazione, aggiungendo il fatto che si tratta di una meta che i migranti non gradiscono, preferendo l’Italia.

Quello che è stato scoperto adesso, però, ha a che fare con l’ondata di sbarchi fantasma utilizzando piccole barche di legno. Gli scafisti che usano questo nuovo metodo per trafficare esseri umani da portare in Europa sono aiutati da un’organizzazione criminale che opera proprio a Malta e che vede coinvolti anche due italiani.

La stretta di Matteo Salvini sui porti italiani ha costretto le organizzazioni alle spalle degli scafisti a nuovi investimenti, nuove rotte, ma soprattutto nuove imbarcazioni. Come riporta il Corriere della sera, a largo di Malta sono stati individuati diversi piccoli motoscafi, capaci non solo di eludere i radar, ma soprattutto le navi della Guardia costiera libica.

Viaggiano a 450 chilometri tra Tripolitania e Sicilia con a bordo al massimo 30 persone a 80 km/h: «In effetti il mercato dei migranti è andato in crisi a inizio estate – ha ammesso uno dei comandanti dei guardiacoste a Tripoli, Abu Ajela Abdelbari – Ma adesso le bande degli scafisti più abili si stanno organizzando e hanno trovato nuove risposte».

La criminalità si è sviluppata attorno all’immigrazione in questa area del Mediterraneo, tanto che a Malta chi era coinvolto nello spaccio di droga e petrolio, ormai fa il basista per le bande di scafisti: «In particolare, a La Valletta c’è un gruppo formato da marito e moglie italiani assieme a due maltesi, che si preoccupa di rifornire di carburante i barchini in rotta per l’Italia.

Può anche avvenire – dice il comandante libico – che a metà strada, più o meno all’altezza di Malta, i barchini libici tornino indietro dopo aver trasbordato i migranti su altri motoscafi salpati dalle coste italiane. In genere partono numerosi, anche una decina. In questo modo, anche se li intercettiamo, al massimo possiamo fermarne un paio: gli altri riescono a passare»”.

Qualunque sia la loro nazionalità, speriamo che i criminali vengano arrestati, ponendo fine a questo assurdo traffico di esseri umani che i buonisti chiamano accoglienza.

Fonte: Libero Quotidiano

Fonte foto: Military News from Italy