Migrante. Artefice di una violenza inaudita. Come riduce la vittima per tapparle la bocca.

Una tremenda storia violenza e stupro, avvenuta a Roma ma di cui si è venuti a conoscenza soltanto nelle ultime ore. La vittima è la titolare di un bar a Monte Mario, aggredita dall’ennesimo migrante.

L’orrore viene raccontato dalla stessa donna: “Mi teneva il dito tra i denti, per evitare che mi muovessi. Ho visto la morte in faccia. Ho combattuto per non essere stuprata. Era nudo e si dimenava su di me mentre mi picchiava”.

Pestata, violentata e infine anche derubata. Il carnefice è un immigrato tunisino, che si è allontanato dal bar portando con sé anche il registratore di cassa.

Dopo la denuncia, è scattata la caccia all’uomo in tutta la capitale. La vittima è stata portata al Gemelli a causa delle lesioni riportate e del dito della mano che, a causa dei morsi, era stato ridotto quasi in brandelli.

La vittima racconta con dettagli sconvolgenti: “Un cliente come tanti. Ha anche cantato, si è lasciato fotografare con un amico”, ha affermato la donna parlando della bestia. Insomma, nella prima parte della serata il tunisino non aveva destato alcun sospetto, anzi si era anche presentato affermando: “Mi chiamo Rea e vivo ad Amsterdam e sono a Roma per turismo.

Peccato che al mattino successivo l’uomo si sia ripresentato al bar, con la cerniera dei pantaloni abbassata. “L’ho cacciato, poi sono uscita fuori dal bar e ho chiesto al cugino di riprenderlo”.

Poi però l’africano è tornato ancora, ha trascinato la donna all’interno del locale, l’ha presa a pugni, la ha afferrata per i capelli e trascinata in uno sgabuzzino dove ha abusato di lei. “Non avevo scampo. Alla fine mi ha mollato coi denti quando siamo finiti tutti e due a terra, nella varechina, e io gridavo aiuto”.

Fonte: Libero

Foto credit: piovegovernoladro