Che figura. Il posto di un disabile riservato alla Boldrini? Ma lei si giustifica così.

L’esponente Leu attaccata su tutti i fronti per aver “rubato” un posto a un disabile. Il problema è che la sua replica è incredibile.

In prima fila, su un volo, il posto riservato in prima fila per un disabile magicamente viene assegnato alla Boldrini e al suo staff. L’ex presidente della Camera però non ci sta e replica alle accuse.

Leggiamo su Il Giornale:

Alla fine, come spiegato oggi dal Giornale, Paolino, che aveva pagato un extra per avere il posto in prima fila, si è dovuto accontentare di sedersi diciannove file più indietro, al posto 20 C. Il suo non è andato a un disabile, come gli è stato detto dal personale dell’Alitalia, ma alla Boldrini e ad alcune persone, tra cui il fidanzato, che la stavano accompagnando nel viaggio.

L’imprenditore piemontese ha provato anche a lamentarsi con le hostess, ma non è servito a nulla. “Di fronte a clienti come il sottoscritto, che paga regolarmente il biglietto ed è in viaggio per lavoro – ha provato a dire – (Alitalia, ndr) usa questi sistemi per persone che, come ho fatto io, potrebbero sedersi nei posti dove si siedono tutti, visto anche che non pagano”. I parlamentari viaggiano, infatti, gratis su aerei e treni.

Nelle scorse ore l’Alitalia ha risposte alle proteste di Paolino porgendo le proprie scuse e impegnandosi a rimborsare l’importo del biglietto, ma senza dargli uno straccio di spiegazione sul perché il suo posto sia finito alla Boldrini. Dall’ex presidente della Camera, invece, non è arrivata nemmeno una scusa a Paolino. Anzi, ha persino bollato come “bufala” la notizia e ha scaricato qualsiasi colpa su Alitalia. “Nel volo che ho preso da Roma a Genova – ha scritto in un post pubblicato questa mattina su Facebook – mi sono seduta a bordo, come è normale che sia, nel posto indicato dalla carta d’imbarco ottenuta con check-in online 24 ore prima del volo Alitalia”.

Come è solito fare della Boldrini la colpa è stata immediatamente scaricata a terzi. Sì, perchè non è mai colpa sua, nenachequando c’è da difendere dei diritti che spettano a chi ha tutti i requisiti.

Fonte: ilgiornale

Foto: mag24es