L’Unione africana in totale delirio: pretende scuse da Salvini per quelle frasi mai pronunciate. Scoppia il caos.

Clamoroso: l’Unione africana ha emesso una nota ufficiale in cui chiede al Ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini di “ritirare la dichiarazione con la quale ha paragonato gli immigrati africani a schiavi”.

La nota prosegue poi con toni assurdi: “Nell’interesse di un impegno costruttivo sul dibattito sulla migrazione fra i due continenti, l’Unione africana chiede al vice primo ministro italiano di ritirare la sua dichiarazione sprezzante sui migranti africani.

È opinione dell’Unione africana che gli insulti non risolveranno le sfide della migrazione che Africa ed Europa affrontano “.

Il riferimento è al vertice ministeriale Ue del 14 settembre a Vienna, e in particolare alle dichiarazioni da cui è scaturito il battibecco fra Salvini e il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn, ripreso in un video diffuso venerdì sera su Facebook dal vice premier.

Nel corso del summit, Salvini a un certo punto aveva detto che l’Italia non ha “l’esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più”; è su questo che era cominciato il botta e risposta con Asselborn, il quale ha perso le staffe concludendo con l’esclamazione “merde alors”.

All’indomani del summit, l’ufficio stampa di Salvini aveva smentito categoricamente che il Ministro avesse definito schiavi i migranti: “È necessario smentire seccamente alcune ricostruzioni della stampa internazionale, secondo le quali il ministro Salvini avrebbe definito ‘schiavi’ gli immigrati africani.

Come è facilmente verificabile dai numerosi video e dalle dichiarazioni del ministro, Salvini non ha mai insultato gli africani, ma anzi ha censurato l’idea di farli arrivare in Europa per costringerli a lavorare e/o a vivere in condizioni così degradate da ricordare, appunto, la schiavitù”.

L’Unione africana l’avrà capito? Chissà.

Fonte: Libero

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