Esclusiva. Salvini blocca i confini ad est. Come? Ecco i dettagli del piano top secret.

Siamo a Pesek, sul confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, gli agenti pattugliano i valichi alla caccia dei clandestini. Parliamo di 232 chilometri di frontiera.

Da qui può passare di tutto: armi, clandestini, droga”, dice un agente che ha passato del tempo su quelle montagne.

Ecco perché il ministro dell’Interno Salvini e il governatore Fedriga hanno messo in campo un piano per incrementare i pattugliamenti. L’intento è frenare un esodo meno pubblicizzato ma ugualmente significativo di immigrati, quello che attraversa la rotta balcanica e approda in Italia dopo aver valicato il confine con la Slovenia.

I servizi straordinari ordinati da Salvini per ora hanno riguardato la provincia di Trieste. Sono iniziati il 24 agosto e, dopo un primo periodo di prova, dal 10 settembre sono diventati permanenti.

Le pattuglie sono più numerose che in un normale servizio; i rinforzi sono formati da una ventina di agenti. I pattugliamenti avvengono con cadenza quotidiana, nelle fasce orarie 8-14 e 14-20 e riguardano l’area limitrofa definita di “retrovalico”.

I poliziotti inviati da Padova a Trieste su ordine del Viminale sono infatti solo un “di più” ai controlli già in atto previsti h24 per sette giorni su sette.

La lotta al traffico di esseri umani ha prodotto i primi risultati. Nel territorio di Trieste sono stati ritracciati 211 migranti, in prevalenza pakistani e afghani. Poi sono stati espulsi 13 stranieri, riammessi in Slovenia 24 clandestini e arrestati 4 immigrati per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

A Gorizia e dintorni, invece, i dati sono ancor più significativi. Sono state identificate 5119 persone, di cui 913 stranieri, 9 immigrati senza documenti, controllato 2651 veicoli, sequestrato droga, effettuato 224 posti di controllo e denunciato a piede libero 33 persone.

Fonte: Il Giornale

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