Pistole Taser in Italia in dotazione alla polizia: effettuati i primi arresti. Ma che sorpresa…

Ha scatenato forti polemiche la sperimentazione delle pistole elettriche – i taser – in Italia. Le forze dell’ordine di 12 capoluoghi italiani hanno infatti in dotazione l’arma utilizzata già da tempo negli Stati Uniti.

Le polemiche sono legate al fatto che l’Onu la classifica come strumento di tortura. E non soltanto, secondo le stime di Amnesty International negli Usa sarebbero morte 800 persone negli ultimi 18 anni.

Il problema è rappresentato dall’uso in soggetti cardiopatici o con altre complicazioni. Il che, ovviamente, non può essere valutato dall’agente su due piedi. Giungono però i primi risultati sul campo, con l’arresto di due extracomunitari, uno a Firenze e uno a Reggio Emilia.

Primo utilizzo della pistola taser in Italia da parte della polizia: è successo lunedì sera a Reggio Emilia, quando gli agenti sono intervenuti per sedare una lite domestica. Aggrediti da un senegalese 45enne, con regolare permesso di soggiorno, sono stati costretti a utilizzare lo strumento esplodendo i dardi: l’uomo non ha subito alcuna lesione, è stato immobilizzato con l’elettroshock e arrestato.

Il primo intervento in assoluto spetta però ai carabinieri, precisa il Viminale, e risale allo scorso 11 settembre a Firenze“. In quell’occasione un uomo turco aveva aggredito due senza tetto e poi si dimenava ignudo per strada. Dopo averlo colpito col taser è stato portato in una clinica psichiatrica da cui era fuggito.

«Complimenti alle forze dell’ordine» commenta Matteo Salvini, confermando «la volontà di estendere la sperimentazione del taser anche a polizia ferroviaria e locale. E parlerò col Guardasigilli – aggiunge il ministro dell’Interno – per dare lo strumento anche alla polizia penitenziaria».

Dopo l’addestramento delle forze dell’ordine in estate, da settembre è partita la sperimentazione in una dozzina di capoluoghi italiani; in realtà, a Milano ci sono già stati alcuni utilizzi dello speciale dispositivo in operazioni di contrasto alla piccola criminalità.

Prima agenti, carabinieri e finanzieri; poi gli altri. Su tutto il territorio nazionale, fino a fare della nuova arma, che paralizza i muscoli e priva dei sensi, un presidio comune come un manganello: è questa l’intenzione del Viminale, supportata dai sindacati di categoria, preoccupati per la sicurezza del personale“.

Prevediamo che le polemiche non sono destinate a spegnersi, ma prendiamo atto dei buoni risultati ottenuti già in questa fase di sperimentazione.

Fonte: Il Corriere della Sera

Fonte foto: TGCom24