Ex magistrato smonta le accuse contro Salvini: così demolisce il pm che indaga il ministro e capovolge l’accusa.

L’indagine avviata dalla Procura di Agrigento ai danni del ministro Salvini preoccupa moltissimi leghisti.

D’altra parte la pena prevista da una possibile condanna è davvero altissima. Ma, il leader del Carroccio non ne è affatto spaventato.

Ebbene, forse la sua serenità si poggia su solide basi.

L’ex magistrato Carlo Nordio ha spazzato via diversi scenari previsti dalla vicenda giudziaria contro Salvini:

“È impensabile che il Senato dia l’autorizzazione a procedere perché si tratta di una decisione, quella di Salvini, squisitamente politica”.

Come riportato da Libero, Nordio smonta una a una le ipotesi di reato che da Agrigento sono passate al Tribunale dei ministri di Palermo. I dubbi sono tanti, a partire dalla denuncia di “arresto illegale”.

“Incredibile, visto che non era stato arrestato nessuno. Poi il reato di sequestro di persona, per una decisione di squisita discrezionalità politica che sarà criticabilissima da un punto di vista politico, e magari etico, ma non da quello penale. Il paradosso è che nemmeno il pubblico ministero di Agrigento doveva esserne molto convinto”.

Nardio ha molta esperienza sul suo curriculum, la stessa che gli permette di avanzare dei dubbi sulle indagini dei pm agrigentini:

“Se fosse stato convinto, una volta salito a bordo della nave e verificato lo stato di limitazione illegale della libertà avrebbe dovuto, non potuto ma dovuto, liberare gli ostaggi e sequestrare la nave come corpo di reato: perché il codice impone alla polizia giudiziaria, e al pm che ne è il capo, di evitare che il reato venga portato a conseguenze ulteriori. Ora siamo al paradosso che se il reato di sequestro di persona a carico di Salvini fosse confermato, lo stesso pm di Agrigento potrebbe essere indagato per omissione di atti d’ufficio”.

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Fonte: Libero

Foto credit: Libero